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Lunedì, 17 Giugno 2024
"Strage politica"

La sentenza della Cassazione per Alfredo Cospito e Anna Beniamino

Nel giugno del 2006, gli anarchici piazzarono due ordigni davanti all'ingresso della caserma allievi carabinieri "Dalla Chiesa". Le deflagrazioni non fecero vittime, con un danno definito "di particolare tenuità"

È in corso per oggi, mercoledì 24 aprile, l'udienza in Cassazione per il processo che vede imputati gli anarchici Alfredo Cospito e Anna Beniamino per l'attentato alla ex caserma allievi carabinieri di Fossano. Nella notte tra il 2 e il 3 giugno 2006, due bombe esplosero davanti all'ingresso della caserma allievi carabinieri "Dalla Chiesa". Le deflagrazioni non fecero vittime e si limitarono a danneggiare cassonetti e recinzioni.

'Il danno effettivamente realizzato è stato di particolare tenuità", ha affermato la procura generale presso la Cassazione, che chiede di rigettare il ricorso presentato dalla procura generale di Torino - che sollecitava l'ergastolo -  e, dichiarando inammissibili anche i ricorsi presentati dalle difese dei due anarchici, chiede di confermare le condanne a 23 anni e a 17 anni e 9 mesi già stabilite in appello.

La vicenda giudiziaria

Cospito, difeso dall’avvocato Flavio Rossi Albertini, in appello era stato appunto condannato a 23 anni di carcere. La procura aveva chiesto l'ergastolo e l'isolamento diurno per 12 mesi, mentre per Anna Beniamino i giudici della corte d'assise di Torino hanno stabilito 17 anni e 9 mesi di carcere, a fronte di una richiesta di 27 anni da parte della procura.

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"Chiaramente erano tutti attentati dimostrativi. Questo è solo un processo alle idee", aveva dichiarato Cospito in aula. Nel comminare le pene, la corte aveva riconosciuto ad entrambi gli anarchici le attenuanti generiche prevalenti sulla recidiva.

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Fuori dalla Cassazione, chiamata a pronunciarsi sui ricorsi presentati dalla difesa e dalla procura generale di Torino, si sono radunati compagni anarchici in presidio per una "giornata in solidarietà con i prigionieri rivoluzionari e contro lo stato di guerra permanente". La sentenza dei supremi giudici è attesa in giornata, mentre il sit-in in piazza Cavour è iniziato dalle 10:30 del mattino.

Già nella notte un blitz messo a segno da un gruppo di solidali ha fatto registrare vari dannggiamenti nel quartiere Appio-Claudio della Capitale: cassonetti e auto dati alle fiamme, liquido infiammabile su un postamat. Sui muri del quartiere la rivendicazione: "Anna e Alfredo liberi, nessuna pace per chi vive di guerra".

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"Questo processo ha portato alla condanna di due compagni per 'strage politica', in seguito a un attacco avvenuto nei pressi della caserma allievi carabinieri di Fossano, che non provocò né morti né feriti", si legge nelle motivazioni del presidio di oggi. "Inoltre ha riconosciuto questi compagni come appartenenti alla Fai-Fri, identificata come associazione sovversiva".

"Conseguenza di questo processo - ricordano gli anarchici - è stato anche l'internamento di Alfredo Cospito nel regime penitenziario 41 bis, una forma di detenzione finalizzata all’annientamento fisico e politico. Per opporsi a questa condizione il compagno ha sostenuto uno sciopero della fame durato ben 182 giorni innescando una lotta, supportata da altri prigionieri, da un movimento di solidarietà internazionale e da una mobilitazione che si è costantemente intensificata nel corso del 2022 dall'Assemblea di solidarietà con i prigionieri e le prigioniere rivoluzionari/e". 

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