Mercoledì, 3 Marzo 2021

Colpiti con una mannaia: "A Parigi un atto di terrorismo islamista"

I due feriti non sono in pericolo di vita. Uno dei due fermati è un indo-pakistano. La polizia indaga per terrorismo. Sotto la lente il ruolo di Al Qaeda e il collegamento con Charlie Hebdo

"Chiaramente si tratta di un atto di terrorismo islamista. È un nuovo, sanguinoso attacco contro il nostro paese, contro dei giornalisti". È stato il ministro dell'Interno francese, Gérald Darmanin, a chiarire i confini dell'attentato avvenuto oggi a Parigi presso l'ex sede del settimanale satirico Charlie Hebdo in cui sono rimasti feriti due dipendenti della società di produzione tv Premieres Lignes che contribuì a produrre un documentario sugli attacchi del 2015. Gli uffici di Premieres Lignes si trovano nelle immediate vicinanze della ex sede di Charlie Hebdo, trasferita in un luogo segreto dopo gli attacchi di cinque anni fa. Il sospetto fermato oggi dopo l'attacco è arrivato in Francia tre anni fa dal Pakistan e non era conosciuto per essere radicalizzato ma era stato fermato per porto d'armi, un cacciavite, quando era ancora minore.

L'attentato a Parigi, che cosa è successo

La mattina di oggi venerdì 25 settembre 2020 due giornalisti sono stati feriti in un attentato oggi a Parigi nell'11esimo arrondissement in rue Nicolas-Appert vicino all'ex sede di Charlie Hebdo, dove il 7 gennaio 2015 avevano colpito i fratelli Kouachi. Due persone sono state fermate successivamente dalla polizia francese mentre una mannaia da cucina è stata ritrovata accanto alla fermata della metropolitana di Richard Lenoir

Colpiti con una mannaia: cosa sappiamo dell'attentato di oggi a Parigi

I due feriti non sono in pericolo di vita, mentre è successivamente trapelato che uno dei due fermati è un indo-pakistano, secondo fonti della polizia interpellate da Bfm-TV. Si tratta di due impiegati dell'agenzia multimediale Prémiere Ligne, che si trova nello stesso palazzo dove sorgeva l'ex sede del settimanale satirico Charlie Hebdo. Un'inchiesta è stata aperta per "tentato omicidio in relazione a un'azione terroristica, associazione terroristica criminale".

Un testimone che ha dato l'allarme ha riferito che la prima persona colpita è stata una donna, aggredita davanti al murales in omaggio ai fumettisti del settimanale. Il primo sospettato è stato fermato nei pressi dell'Opera Bastille e secondo le fonti di polizia citate dai giornali francesi era sporco di sangue. Il secondo è stato fermato dalla polizia sempre nel quartiere della Bastiglia, poco lontano da dove era stato fermato il primo, all'altezza della stazione della metropolitana Richard Lenoir.  In questo tweet si vede una delle prime foto girate tra i media francesi subito dopo la notizia dell'attentato a Parigi. 

L'attacco con la mannaia vicino all'ex sede di Charlie Hebdo a Parigi: fermati i due sospettati

La polizia ha allargato la zona isolata intorno all'ex redazione a causa del ritrovamento di un pacco sospetto, ha riferito la prefettura, aggiungendo che le Bri (Brigate di ricerca e intervento) sono state mobilitate. Migliaia di alunni sono stati temporaneamente confinati nelle loro scuole nel terzo, quarto e 11esimo arrondissement. Al ministero dell'Interno è stata allestita una unitù di crisi, dove si sono recati il ministro Gerald Darmanin e il primo ministro Jean Castex, che ha interrotto una visita in una banlieue. 

Il movente dell'aggressione vicino all'ex sede di Charlie Hebdo

Secondo il premier francese Jean Castex l'attacco all'arma bianca a Parigi è avvenuto "in un luogo simbolico nello stesso momento in cui si svolge il processo per gli oltraggiosi attacchi contro Charlie Hebdo. Questa è un'opportunità per il governo di esprimere il suo attaccamento alla libertà di stampa, per affermare la nostra piena mobilitazione alla nazione".

Tre sono i motivi che attualmente stanno spingendo le autorità francesi a privilegiare la pista terroristica in relazione all'attacco sferrato nella tarda mattinata vicino alla ex sede del magazine Charlie Hebdo, a Parigi. Lo ha spiegato il procuratore della capitale, Remi Heitz, nel corso di un colloquio con il primo ministro Jean Castex, secondo quanto riferito dai media locali. Secondo Heitz, i primi due motivi sono il luogo dell'attacco e il fatto che sia avvenuto mentre è in corso il processo per gli attentati del gennaio 2015. Il terzo, ha aggiunto il procuratore, è legato alla "volontà manifesta dell'autore di uccidere due persone di cui non sapeva nulla". Heitz ha quindi confermato che la polizia ha arrestato l'uomo sospettato di essere il principale autore dell'attacco e un suo possibile complice.Scrivi un messaggio

L'11 settembre scorso Al Qaeda aveva lanciato attraverso una sua pubblicazione una serie di minacce nei confronti di Charlie Hebdo, che avrebbe "pagato il prezzo" di nuovo della sua blasfemia secondo le minacce arrivate dall'organizzazione terroristica perché aveva nuovamente pubblicato le vignette su Maometto alla vigilia del processo sulla strage che si è aperto il 2 settembre. Come riportava qualche tempo fa Site, il sito di monitoraggio delle attività jihadiste in rete, nel lanciare la sua minaccia al-Qaeda esaltava come "eroici i fratelli Kouachi", autori della carneficina del 7 gennaio 2015 nella redazione di Charlie Hebdo a Parigi, in cui morirono 12 persone. 

Secondo l'AdnKronos invece ruota intorno a Martin Boudot, noto giornalista d'inchiesta e filmmaker francese, una delle ipotesi legate alle cause dell'attacco. Boudot, infatti, è stato colui che nel gennaio 2015 filmò dalla finestra degli uffici della società di produzione tv Premières Lignes, che si trova accanto a dove una volta era la sede di Charlie Hebdo, i terroristi responsabili dell'uccisione di 12 persone. Due persone rimaste ferite oggi sono dipendenti della stessa società e lavorano con lui. C'è poi un altro elemento, sempre legato all'attività giornalistica di Boudot ma lontano dal terrorismo di matrice islamica che ispirò l'attacco del 2015, che deve essere considerato. Il filmmaker è stato il regista di 'Semion Mogilevich: il boss della mafia russa', uno dei cinque episodi della serie tv 'World's Most Wanted', uscita il 5 agosto di quest'anno. 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Colpiti con una mannaia: "A Parigi un atto di terrorismo islamista"

Today è in caricamento