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Domenica, 23 Giugno 2024
Attentato di Brindisi / Brindisi

Attentato scuola Morvillo Falcone: chiesto l'ergastolo per Vantaggiato

La procura antimafia di Lecce ha chiesto il massimo della pena: ergastolo con isolamento diurno per tre anni. Il pm: "Uccidere era il suo sogno". Il procuratore: "E' una strage terroristica"

BRINDISI - La procura antimafia di Lecce non ha fatto sconti. Richiesta severa doveva essere e così è stato. Addirittura il massimo della pena consentita: ergastolo con isolamento diurno per tre anni per Giovani Vantaggiato, autore reo confesso dell 'attentato alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi, lo stesso nella quale perse la vita la giovane Melissa Bassi e rimasero ferite nove studentesse. Alcune di loro hanno assistito alla requisitoria in Corte d'Assise, a Brindisi indossando una maglietta con la foto di Melissa e la scritta: "Lo sapeva il destino che noi siamo piu' forti di lui, noi non dimentichiamo, giustizia".

"ERA IL SOGNO DI VANTAGGIATO" - E' stato il pm Guglielmo Cataldi a raccontare quel tragico 19 maggio di quasi un anno fa. Facendo esplodere con un comando a distanza quelle bombe alle 7.41 del mattino, davanti alla scuola affollata "Vantaggiato ha realizzato il suo sogno. Ha pigiato il pulsante - ha sottolineato Cataldi - poi è stato là a godersi lo spettacolo e se ne è andato solo quando è stato sicuro che l'evento delittuoso era stato compiuto". Quindi, la procura non crede alle parole dello stesso attentatore che si era difeso dicendo di non volere uccidere.  Nessun dubbio sulle capacità mentali dell'imputato e sulle sue motivazioni: "Era lucido e non aveva difficoltà economiche, dato che possedeva una barca da 500mila euro che stiamo vendendo". 

"LA MOGLIE SAPEVA TUTTO" - Dubbi, invece, il pm li ha sulla moglie di Vantaggiato. "La donna, dalle immagini del chiosco - ha proseguito Castaldi - non avrebbe forse riconosciuto il marito, ma avrebbe riconosciuto i vestiti. La moglie lo ha riconosciuto, ma io il favoreggiamento non glielo posso contestare e per il concorso non ho le prove. Non escludo che abbia potuto esprimere la decisione di compiere la strage anche alla moglie. Non posso fare le mie requisitorie sulle mie impressioni". Insomma, per il pm, la moglie era a conoscenza delle intenzioni criminali di Vantaggiato ma, al momento, non può essere imputata. 

LA RICOSTRUZIONE -  Il magistrato ha poi ricostruito le fasi temporali dell'attentato. "All'1:27 iniziano i lavori di collocazione della bomba, dopo Vantaggiato torna a casa a dormire - ha spiegato Guglielmo Cataldi - Alle 7:03 ricompare nei pressi della scuola e, dopo un girovagare a bordo della sua auto, alle 7.31 Vantaggiato svolta, parcheggia, si avvicina al chiosco davanti al quale si accosta. E' molto attento a questo momento. Davanti alla scuola c'è un continuo via vai di persone. Poi passa qualcuno, passa un'altra persona dal passaggio pedonale della scuola. Alle 7.41 Vantaggiato pigia il comando la prima volta. Altre persone attraversano le strisce. Poi l'esplosione e lui si allontana subito dopo". Dopo avere ucciso  la piccola Melissa

"STRAGE CHE HA INTIMIDITO IL PAESE" - Anche se il suo bersaglio non era lei. "Un affollamento umano c'era sempre. Vantaggiato sapeva bene che era un flusso di persone incontrollabile - ha attaccato il pm - è la prova provata che voleva uccidere, non Melissa, Vanessa. Ma qualunque persona". Proprio per questa mancanza di "decisione", Vantaggiato ha "provocato una strage che ha avuto come effetto quello di intimidire il paese", come ha spiegato il procuratore Motta. E' proprio da qui che nasce l'aggravante della finalità terroristica ai reati di strage e di costruzione e possesso di ordigno micidiale. Anche perchè Vantaggiato non si sarebbe fermato là. "Aveva predisposto un altro attentato ed è dimostrato dal ritrovamento di altri tre ordigni esplosivi, due dei quali identici". 

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