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Mercoledì, 18 Maggio 2022
L'orrore

Disabile violentata nell’autobus: otto autisti a processo

Per tutti l'accusa è violenza sessuale aggravata. Gli indagati sono tutti sospesi dal servizio

Si appartavano in zona isolate, nei pressi dei capolinea, chiudevano le porte e, approfittando di un suo lieve deficit psichico, ne abusavano. Le violenze sarebbero iniziate nell’ottobre del 2018 per andare avanti fino all’aprile 2020. Fino a quando lei, che oggi ha 22 anni, non ha deciso di denunciare tutto. Sono queste le accuse mosse dalla Procura di Taranto nei confronti di otto autisti dell’Amat, l’azienda pubblica di trasporto locale della cittadina pugliese. Oggi il Gip ha deciso che per gli autisti, che sono anche incaricati di pubblico servizio, dovranno affrontare un processo in piena regola. Sono stati infatti rinviati a giudizio e il processo inizierà il prossimo luglio.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la giovane era un’assidua frequentatrice dei mezzi pubblici. Li usava per andare dalla madre o dalla nonna, ma anche solo per passare il tempo. Le violenze sarebbero avvenute sui bus che venivano parcheggiati sotto un cavalcavia nei pressi del capolinea al porto mercantile o nei pressi di una delle portinerie dell'ex Ilva. Qui, sempre stando a quanto ricostruito dalla pubblica accusa, gli autisti chiudevano le porte del mezzo e approfittavano della "estrema vulnerabilità" della ragazza il cui disagio mentale era evidente e “noto".

Gli autisti di autobus, tutti di età compresa fra i 40 a i 62 anni, dovranno rispondere di violenza sessuale aggravata per aver agito su una persona sottoposta a limitazioni della libertà personale (le violenze avvenivano nei bus con le porte chiuse), e per aver commesso il fatto in qualità di incaricati di pubblico servizio. Ad oggi gli imputati sono sospesi dal servizio.

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