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Giovedì, 22 Febbraio 2024
I punti da chiarire / Padova

Come è morta Giulia Cecchettin, la brutalità di Turetta: cosa può svelare l'autopsia

L'esame autoptico potrà fare luce su diversi punti ancora da chiarire. Da quando è morta la giovane all'arma utilizzata, dettagli che potrebbero far scattare l'aggravante della crudeltà. Previsto anche l'interrogatorio del ragazzo, che potrebbe finalmente spiegare cosa è successo la notte tra l'11 e il 12 novembre

Un esame che potrebbe rispondere a molte domande sull'omicidio di Giulia Cecchettin e modificare anche la situazione del suo assassino, l'ex fidanzato Filippo Turetta. L'autopsia sul corpo della 22enne, prevista per la giornata di oggi a Padova, è iniziata. Il medico legale, assistito dai consulenti nominati dalle parti, dovrà stabilire in primo luogo quando è morta la giovane, se la sera dell'aggressione o successivamente, nel tragitto tra Vigonovo e il lago di Barcis, dove Turetta si è disfatto del cadavere.

L'autopsia sul corpo di Giulia Cecchettin

Non soltanto, gli esperti potranno fare luce anche sulla dinamica del delitto, chiarendo anche il modo in cui è stata uccisa Giulia e se il suo corpo è stato seviziato dopo il decesso. Come emerso dall'ispezione preliminare sul corpo, la ragazza è stata colpita da diverse coltellate, forse una ventina, ma non è ancora chiaro quale sia stata l'arma utilizzata da Turetta. Sono infatti due i coltelli che il giovane avrebbe potuto usare per uccidere la ex fidanzata: quello di 12 centimetri rinvenuto nell'auto del ragazzo in Germania, dove sabato 18 novembre era stato fermato dopo una fuga di una settimana, o la lama da 21 centimetri trovata spezzata nel parcheggio a Vigonovo, luogo dell’aggressione. Al momento non è esclusa l'ipotesi che il giovane abbia usato entrambe le armi da taglio. L'autopsia punterà anche ad accertare la presenza di ferite di altra natura, come calci e pugni.Elementi di vario genere che potrebbero complicare la situazione di Turetta con l'aggravante della crudeltà.  La famiglia Cecchettin ha scelto come consulente Stefano D'Errico - ha seguito gli accertamenti per la morte di Liliana Resinovich - e Stefano Vanin, entomologo che si è occupato anche dei casi di Yara Gambirasio ed Elisa Claps. La difesa di Turetta si affiderà invece a Monica Cucci.

L'interrogatorio a Filippo Turetta

Sempre oggi 1 dicembre è previsto anche l'interrogatorio di Turetta, che verrà sentito nel carcere di Verona dal pm di Venezia Andrea Petroni. Dopo le brevi dichiarazioni spontanee rese davanti al gip Benedetta Vitolo, lo studente universitario - difeso dall’avvocato Giovanni Caruso - potrebbe decidere di rispondere e andare ben oltre le poche ammissioni fatte sul delitto dell’11 novembre scorso. Il 21enne potrebbe infatti, per la prima volta, ricostruire la serata trascorsa insieme alla 22enne, quindi il rientro dal centro commerciale di Marghera fino al parcheggio a 150 metri dalla villetta della famiglia Cecchettin a Vigonovo (Venezia) dove Giulia viene accoltellate e un testimone chiama il 112 per denunciare le urla di una ragazza.

Gli audio di Filippo Turetta: cercava di allontanare Giulia da famiglia e amiche 

Secondo la ricostruzione, la giovane venne costretta a salire in auto, prima della seconda aggressione, avvenuta nella zona industriale di Fossò.Turetta dovrà spiegare perché aveva con sé dei coltelli, del nastro adesivo con cui le ha tappato la bocca e dei sacchi neri con cui ha cercato di coprire il cadavere buttato in un dirupo non lontano dal lago di Barcis, a oltre 100 chilometri dal luogo dell’omicidio. Dettagli che serviranno a costruire il capo d’accusa: Filippo potrebbe doversi difendere dall’aggravante della premeditazione.

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