Sabato, 24 Luglio 2021
Avanguardia rivoluzionaria

Smantellata una organizzazione nazi-fascista: "Volevano instaurare un nuovo ordine mondiale"

I loro idoli erano terroristi di estrema destra come Andres Breivik responsabile della strage di Utoya, ma il loro non era solo 'un amore platonico', bensì un'ambizione verso un traguardo da raggiungere: un nuovo ordine mondiale

Quattro cittadini italiani, studenti universitari e con 'buone famiglie' alle spalle, sono stati arrestati dalla Polizia di MIlano a seguito di una inchiesta che ha permesso di individuare un'organizzazione clandestina denominata Avanguardia Rivoluzionaria composta da giovanissimi che, ispirandosi ai gruppi suprematisti americani, perseguiva l'instaurazione di un nuovo ordine mondiale di matrice nazi-fascista, incitando alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici e nazionali. I loro idoli erano terroristi di estrema destra ma il loro non era solo 'un amore platonico', bensì un'ambizione verso un traguardo da raggiungere.

Stando a quanto ricostruito dalle indagini, i quattro giovani (tutti uomini, due nati nel 2000 e due nel 2001) stavano anche pianificando di ampliare i componenti del gruppo facendo "proselitismo" tra gli ambienti dell'estrema destra. Inoltre progettavano una serie di azioni, come un violento "pestaggio ai danni di un uomo di origine straniera e religione musulmana" da colpire con mazze e bastoni per "creare caos" e arrivare alla "rigenerazione di una dittatura".

Il gruppo clandestino, mentre preparava il pestaggio, si era dato anche alcune regole: la persona non doveva essere uccisa ma picchiata con violenza, l'uomo non andava insultato per il colore della sue pelle e l'azione non andava rivendicata, perché non si doveva capire chi stesse agendo in quel modo, appunto per creare confusione con questa e altre violenze simili. 

I 20enni che volevano instaurare un nuovo ordine mondiale nazi-fascista

Gli arresti domiciliari sono stati notificati agli indagati da parte degli agenti della Digos della Questura di Milano, coordinati dal capo della Sezione distrettuale antiterrorismo della Procura di Milano Alberto Nobili e da Enrico Pavone. Secondo le accuse i giovani arrestati incitavano alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali, etnici e nazionali: significativa al riguardo, la scelta di usare quali nomi di battaglia quello di terroristi divenuti icone di riferimento della galassia neonazista come, ad esempio, quello di Anders Breivik, responsabile dell'eccidio di Utoya nel luglio 2011.

Il gruppo, che aveva pianificato azioni violente e programmato azioni intimidatorie per recuperare denaro, aveva anche tentato di allargare il proprio raggio d'azione attraverso rapporti diretti con altre organizzazioni di estrema destra, come il sodalizio elvetico Junge Tat che un indagato aveva visitato a maggio, rimanendo coinvolto nell'aggressione organizzata da movimenti antifascisti ai danni degli esponenti svizzeri. 

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