Venerdì, 27 Novembre 2020
Pordenone

Badante rubò 700mila all'anziana che assisteva: indagata per distruzione di cadavere

Le indagini della procura di Pordenone. La donna avrebbe fatto cremare la 91enne facendo apporre la firma per l'autorizzazione al figlio disabile di lei, che è risultato ignaro della morte della madre

Una badante, già indagata per circonvenzione di incapace e autoriciclaggio, è ora indaga anche per distruzione di cadavere e favoreggiamento. La donna assisteva un'anziana signora di 91 anni e il figlio disabile ma secondo la procura di Pordenone avrebbe approfittato della loro fiducia per intascarsi 700mila euro.

Con i soldi sottratti avrebbe comprato gioielli, un'auto, titoli e polizze assicurative. Da qui il fascicolo per circonvenzione di incapace e auto-riciclaggio. Ora la donna è indaga però anche per distruzione di cadavere.

Badante indagata per distruzione di cadavere: le indagini a Pordenone

Indagando sulla morte dell'anziana, gli investigatori della guardia di finanza di Pordenone hanno scoperto che il giorno dopo il decesso, avvenuto a fine 2017 alla sola presenza della badante, la donna non avrebbe avvisato alcun familiare e avrebbe provveduto autonomamente a disporre nel giro di poche ore la cremazione del cadavere. Così facendo, secondo gli investigatori, avrebbe precluso la possibilità di svolgere esami autoptici sulla salma. Come ricorda l'Agi, le disposizioni in materia di cremazione prevedono che l'operazione sia perfezionabile solo in presenza di manifesta volontà del defunto mediante disposizione testamentaria o dal parente più prossimi. Dalle indagini è emerso invece che la cremazione organizzata dalla badante era stata ‘formalizzata’ presso l'ufficio comunale facendo apporre per l'autorizzazione la firma del figlio disabile. L'uomo però, sempre secondo quanto emerso nel corso delle indagini, era addirittura ignaro della morte della mamma. Per mettere a segno il 'progetto', però, la sua firma ha consentito di perfezionare la procedura con l'aiuto del rappresentante di una società di servizi funebri, ora indagato per reato di favoreggiamento.

Durante le prime indagini, su richiesta della Procura Pordenone, il gip aveva già disposto nei confronti della badante un provvedimento di sequestro preventivo di disponibilità e valori per più di un milione di euro, attuato su una polizza vita di 300 mila euro, due immobili, titoli di investimento postali, denaro e gioielli.

La Procura ha indagato per favoreggiamento anche il responsabile dell'ufficio postale dove sono state condotte le operazioni finanziarie connotate da sistematiche e ripetute anomalie.

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