Venerdì, 23 Aprile 2021
Torino

Nata con l’intestino al posto del polmone, piccola paziente salvata con un trapianto

In ospedale per 17 mesi fin dalla nascita, la piccola nel frattempo ha anche sconfitto il Covid

Una storia di rinascita, proprio nel giorno di Pasqua, dopo 17 mesi passati in ospedale. Una bimba, nata con l’intestino al posto del polmone a causa di una rara e gravissima forma di ernia diaframmatica, è stata salvata dai medici dell’ospedale Città della Salute di Torino, con un intervento prima e un trapianto di fegato poi. 

Alla 20esima settimana di gestazione, dall’ecografia della mamma della piccola era stata riscontrata nel feto la presenza di un'ernia diaframmatica congenita, una rara malformazione in cui, a causa di un vero e proprio 'buco' nel diaframma, l'intestino può spostarsi nel torace e compromettere il normale sviluppo dei polmoni. A quel punto la mamma era stata presa in carico dall'équipe di diagnostica prenatale dell'ospedale Sant'Anna, con la gravidanza monitorata sino alla nascita della bimba nel novembre 2019.

A quel punto la piccola era stata immediatamente ricoverata presso la Rianimazione pediatrica dell'ospedale Infantile Regina Margherita e, dopo 2 giorni di trattamento intensivo, sottoposta ad un delicato intervento chirurgico di correzione dell'ernia diaframmatica. Solitamente nei bambini affetti da ernia diaframmatica il decorso postoperatorio porta ad un progressivo recupero della funzione cardiopolmonare ed un ritorno ad una vita normale. Per la piccola però le cose si sono dimostrate da subito ben più complesse. 

L'attesa del trapianto, il Covid e poi finalmente l'intervento

La comparsa di altre problematiche, non correlate alla malformazione, hanno infatti prolungato la permanenza in Rianimazione pediatrica sino al marzo 2020, rendendo poi necessaria una lunga degenza presso il reparto di Pneumologia pediatrica diretto dalla dottoressa Elisabetta Bignamini. Nel corso dei mesi la situazione respiratoria della bambina si è complicata ulteriormente perché la piccola ha sviluppato una malattia epatica colestatica che determina l'abnorme ingrossamento del fegato, con effetto compressivo sul torace. Poi è subentrata una progressiva insufficienza epatica, comportando una gestione clinica sempre più complessa, non essendovi prospettive di dimissione. I professionisti dei vari ambiti multidisciplinare che avevano cura la piccola a quel punto l’hanno inserita in lista d’attesa per un trapianto di fegato, che da subito si presentava ad altissimo rischio. 

In attesa di un organo idoneo, la piccola ha contratto e superato anche l’infezione da Covid 19. A novembre 2020, dopo tanti mesi con il fiato sospeso, è arrivato finalmente il fegato ideale, proveniente da un donatore anch'esso reduce da Covid. L'intervento e le successive cure intensive post-trapianto hanno permesso all'organismo della bimba di recuperare progressivamente e ora anche i polmoni possono crescere e svilupparsi regolarmente nella loro naturale posizione tanto che tra qualche giorno arriverà il momento della dimissione dopo un ricovero che dal giorno della nascita è durato ben 17 mesi.

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