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Giovedì, 30 Maggio 2024
Venezia

"Violentò la figlioletta della compagna" ma eviterà il carcere

Succede in provincia di Venezia. In primo grado era stata inflitta una pena a sei anni, poi ridotta a meno di quattro con un rito alternativo

Un uomo è stato riconosciuto colpevole di violenza sessuale su minore, per avere violentato nel 2011 la figlia 11enne della compagna, ma non è mai andato e non andrà in carcere. La vicenda arriva da Venezia ed è raccontata da Il fatto quotidiano

Nel 2011 l'uomo, veneziano, ha abusato della figlia minorenne della compagna. Scoperto e finito sotto procedimento penale, non è andato in cella perché il magistrato ha ritenuto che non ci fosse l'esigenza della custodia cautelare in carcere. In primo grado è stato condannato a sei anni di reclusione. La difesa ha presentato ricorso. In secondo grado l’avvocato ha anticipato il dibattimento raggiungendo l’accordo con il sostituto procuratore generale su quello che viene definito il "concordato con rinuncia ai motivi di appello" e questo ha portato a una condanna in appello a 3 anni e 8 mesi. Visto che la pena è rimasta sotto il limite dei quattro anni, la difesa ha potuto chiedere al giudice la trasformazione della detenzione in carcere negli arresti domiciliari.  
 
L'accesso al "concordato", che ha portato alla riduzione della pena, è stato solo recentemente previsto per  il reato di atti sessuali con minorenne. La legge, prima della riforma Cartabia, vietava l'accesso al beneficio per alcuni reati tra cui quello per il quale era giudicato l'imputato. Con la modifica è stato possibile invece scegliere il rito alternativo. 

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