Martedì, 19 Ottobre 2021
Carcere

Biberon, pannolini e bambini: non è l'asilo, è il carcere

Sono 43 le madri detenute nel nostro Paese e con loro in carcere ci sono i figli. Nel 2014 i bimbi che vivono dietro le sbarre erano 44. Ne parliamo con Lia Sacerdote, presidente dell'associazione Bambini senza sbarre

Immaginate un carcere femminile. E' difficile vero? Perché solo il 4% della popolazione penitenziaria è donna, le cronache ne parlano poco e la nostra immaginazione fa fatica. Adesso provate a immaginare che dietro le sbarre, non ci siano solo donne ma madri, con figli piccoli e biberon, pannolini, borotalchi. E' quello che vivono 43 detenute e 44 bambini nel nostro Paese. 

Per questo problema nel 2011 è stata approvata una legge (la 62/2011) che prevedeva che le madri, senza una casa e con un profilo di bassa pericolosità sociale, potessero scontare la propria pena assieme ai propri bambini nelle Icam (Istituti a Custodia Attenuata per Detenute Madri), un'alternativa alla carcerazione per permettere una crescita e uno sviluppo dei piccoli più semplice. Ma ancora in Italia le Icam non esistono e i bambini restano dietro le sbarre, con le loro madri. 

C'è chi però da tempo di occupa del problema, una vera e propria “grave violazione dei diritti dell’infanzia” come denuncia l'ong Terre des Hommes, che assieme all’associazione A Roma, Insieme e Bambinisenzasbarre si sono detti sempre più preoccupati per "l’assenza di una politica nazionale realmente funzionale alla risoluzione di questo delicato e urgente problema". 

Dietro a tutto questo ritardo c'è però una questione economica, come spiega Lia Salvatore, presidente di Bambini senza sbarre: "La legge varata nel 2011 andata in vigore nel gennaio 2014 prevedeva le Icam senza oneri aggiuntivi per lo Stato. Il ministero di Giustizia ha fatto una convenzione con gli enti locali, così che fossero a carico. Ma spesso capita che non ci siano i soldi".

Nel 2014 inoltre l'Italia ha dato vita a un protocollo d'intesa a tutela dei diritti dei minori nelle carceri, firmato dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, dal garante per l’infanzia e l’adolescenza Vincenzo Spadafora e alla presidente dell’Associazione Bambinisenzasbarre Onlus Lia Sacerdote: "La Carta dei figli dei genitori detenuti riconosce formalmente il diritto di questi minorenni alla continuità del proprio legame affettivo con il genitore detenuto e, al contempo, ribadisce il diritto alla genitorialità. E' il primo documento di questo tipo in Europa". 

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