Sabato, 18 Settembre 2021
Rimini

Accoltella quattro persone, tra cui un bambino colpito alla gola

All'improvviso l'uomo ha estratto un coltellino da cucina

Foto RiminiToday

Versa ancora in condizioni gravi ma sarebbe non in pericolo di vita il bambino di 6 anni, di origini bengalesi, colpito alla carotide da un fendente lanciato dal somalo di 26 anni che sabato pomeriggio ha seminato il panico prima su un autobus di Start Romagna diretto a Rimini, poi sul Trc e infine in strada. Ed è proprio qui, in viale Regina Elena, che il piccolo è stato colpito dalla coltellata nel parapiglia che si era creato per cercare di fermare l'esagitato, che poco prima aveva colpito due controllori di Start Romagna sull'autobus e successivamente aveva creato il caos sul Trc nel tentativo di fuggire. Non si esclude che fosse sotto l'effetto di sostanze stupefacenti: tutte le ipotesi sono al momento al vaglio degli inquirenti.

Come riporta anche RiminiToday, il piccolo nella notte tra sabato e domenica è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico a Rimini per ricostruire la carotide. Pare che sia fuori pericolo, anche se ancora nel reparto di Rianimazione. L'aggressore è sottoposto a fermo ed è già stato interrogato dal pubblico ministero Davide Ercolani. Nei prossimi giorni ci sarà l'interrogatorio di garanzia davanti al GIP. Al momento l'ipotesi di reato è lesioni aggravate e tentato omicidio.

Accoltella quattro persone, tra cui un bambino 

Momenti di terrore su un autobus di linea che, da Riccione, stava procedendo in direzione Rimini, dove due controllori sono stati accoltellati da un viaggiatore sprovvisto di biglietto, così come un bambino raggiunto da un fendente alla carotide. I controllori avevano sorpreso un individuo senza il titolo di viaggio e, come da prassi, hanno iniziato a stilare il verbale per la multa. All'improvviso l'uomo ha estratto un coltellino da cucina e ha iniziato a colpire le donne sotto gli occhi terrorizzati degli altri passeggeri urlando frasi sconnesse mentre il guidatore, appena si è reso conto di quello che stava accadendo, ha bloccato l'autobus alla prima fermata. I controllori, due donne, sono stati colpiti dalla lama una al collo e, l'altra, alla spalla mentre nel putiferio sarebbe stato raggiunto da un fendente anche un bambino. Il piccolo, colpito alla carotide, secondo i primi riscontri, sarebbe in condizioni estremamente critiche. Durante gli accoltellamenti il guidatore è stato costretto ad aprire le porte con l'aggressore che è sceso in strada cercando di bloccare le auto in corsa.

Come spiega RiminiToday, il guidatore di una Stelvio è riuscito a inchiodare evitando per un soffio l'esagitato che, a sua volta, ha cercato di entrare nell'abitacolo ma il proprietario del suv ha fatto scattare il dispositivo che chiude ermeticamente l'auto e l'accoltellatore è fuggito a piedi. Nel frattempo è scattato l’allarme, con l’arrivo di due ambulanze e l'auto medicalizzata e le Volanti della polizia di Stato. I sanitari hanno provveduto a stabilizzare le ferite, rimaste entrambi sempre coscienti, per poi trasportarle d'urgenza all’ospedale di Cesena dove non sarebbero in pericolo di vita. Anche il piccolo è stato trasportato d'urgenza in ospedale e le sue condizioni sarebbero molto preoccupanti.

Il personale della Questura, invece, dopo aver raccolto le testimonianze dei presenti ha diramato i connotati dell'aggressore facendo scattare una caccia all'uomo mentre arrivavano diverse segnalazioni di un individuo che corrispondeva alla descrizione dell'accoltellatore che era salito su un mezzo ferroviario dove aveva minacciato una donna. Il Trc è stato quindi bloccato ma il fuggitivo è riuscito nuovamente a scappare correndo lungo i binari della ferrovia e, alla fine, è stato rintracciato dalle pattuglie della polizia di Stato nei pressi di viale Pascoli. Bloccato e portato in Questura, è risultato essere un cittadino somalo di 26 anni e attualmente la sua posizione è al vaglio degli inquirenti che stanno acquisendo i filmati delle telecamere a circuito chiuso presenti all'interno dei mezzi pubblici.

Secondo i primi accertamenti sull'aggressore, che non avrebbe precedenti specifici, il ragazzo era ospitato in una struttura della Croce Rossa e, secondo alcune testimonianze, aveva manifestato una personalità violenta e aggressiva. Gli investigatori, anche sulla base delle reazione dell'uomo, non escludono che fosse sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. L'uomo era inoltre arrivato da alcuni anni in Europa ed era stato in altri Paesi prima di arrivare in Italia. Qualche mese fa aveva presentato domanda per lo status di rifugiato.

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