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Venerdì, 24 Maggio 2024
La tragedia / Salerno

Bambino azzannato e ucciso da due pitbull

Il bimbo aveva 15 mesi. I cani sono di proprietà di un'altra famiglia che vive nello stesso stabile. La zia: "Quando c'era lui stavano chiusi". Indagano i carabinieri

Tragedia a Campolongo, frazione di Eboli nel Salernitano, dove un bambino di 15 mesi oggi, 22 aprile, è stato azzannato da due pitbull ed è morto per le ferite riportate. Sul posto sono giunti i sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del bambino. Ferita anche la madre, che ha tentato di difendere il figlio. Indagano i carabinieri.

L'aggressione è avvenuta nel piazzale antistante alla villetta dove abita la famiglia del bambino. La madre e lo zio del bimbo sono intervenuti per difenderlo e sono rimasti feriti ma in modo lieve. L'esatta dinamica è da ricostruire. Il piccolo Francesco, secondo quanto reso noto dal sindaco di Eboli, era tra le braccia della mamma e poco distante c'era lo zio. Secondo una prima versione il bambino era in braccio all'uomo. Uno dei due cani si è avventato contro il piccolo, strappandolo all'adulto. I cani non sono di proprietà della famiglia del bimbo, ma di un'altra famiglia che vive nella stessa palazzina. Sembra che, contrariamente a quanto appreso inizialmente, anche la proprietaria sia sul posto. I cani non erano sorvegliati e da quanto emerso erano liberi di circolare nello spiazzo davanti alla casa. 

"Il servizio veterinario prenderà entrambi i cani, che non erano di proprietà della famiglia colpita da questa tragedia ma di un'altra famiglia che convive in questa stessa abitazione. È stata una aggressione feroce", dice il sindaco di Eboli Mario Conte. "Tutto - aggiunge - è avvenuto improvvisamente, in pochi istanti e nessuno si spiega come sia potuto accadere in quanto questi cani sono lì da sempre. In questa casa la famiglia del bambino dovrebbero essere in locazione. È una tragedia che ha sconvolto tutta la comunità. E deve essere da monito per chi possiede questi cani che sono purtroppo particolari, con esigenze particolari. Chi ha questi cani deve stare molto attento. Qui abbiamo perso un bambino piccolo, una cosa che colpisce tutti. Da quello che mi hanno riferito non sono mai accaduti episodi preoccupanti".

Cosa fare se si viene assaliti da un branco di cani inferociti

La zia: "Chiudevamo i cani quando c'era il bambino"

"Forse i cani hanno pensato che il bambino fosse un pericolo poiché non lo avevano mai visto", ha detto ai giornalisti la sorella della mamma del piccolo azzannato e ucciso dai due pitbull. "I cani - ha spiegato la zia del bambino - erano già chiusi in stanza quando sono arrivata. Non ho neanche visto il piccolo, che era mio nipote. La mamma è mia sorella. Lei mi ha raccontato che i cani l'hanno attaccato direttamente. Non so se fosse in braccio alla mamma o ad altri: c'erano anche i miei due fratelli in casa, forse era in braccio a uno di loro, credo di sì. I cani - ha raccontato ancora la donna - non conoscevano il piccolo perché quando lui usciva, venivano chiusi. Forse sono scappati dalla stanza quando lo hanno visto. Erano di una mia amica che abita qui. Noi li conoscevamo, ma non si sono mai buttati addosso a noi. Mia sorella è venuta qui solo ieri sera a casa della sua amica con il bimbo. Ha dormito qui con l'amica. Il papà del bimbo invece non c'era". 

"Rischioso avere pitbull in casa senza preparazione"

"Pur non conoscendo le dinamiche di quanto accaduto posso dire che già prendere un pitbull in famiglia senza avere esperienza di cani di questo genere è un rischio, è una forte responsabilità, figuriamoci poi due: tutto si amplifica e se succede qualcosa scatta la modalità branco. Un gesto, un comportamento che il cane può interpretare negativamente ed ecco che può scattare l'attacco", dice all'Adnkronos Massimo Perla, responsabile nazionale Csen e Fidasc delle discipline cinofile sportive.

Secondo Perla è necessario "educare il cane ed educare anche il proprietario. Al mio centro di addestramento vengono molte donne per imparare i comportamenti da adottare come proprietarie di cani, un percorso per evitare incidenti, per abituare il cane alla carrozzina e alla culla, al pianto e ai vagiti del bimbo. Insomma cercare di coinvolgere l'animale nella quotidianità del bambino: le attenzioni devono essere per tutti e non esclusive. Non mi stancherò mai di dire che il cane va educato all'interno della famiglia come se fosse il primo dopo l'ultimo degli umani: è un branco, il cane deve comprendere che non è il capo branco, deve proteggere e non attaccare, e tutto questo deve comprenderlo con gentilezza e calma e non con rudezza".

"I pitbull, o simili, vanno gestiti con fermezza, determinazione, coerenza, bisogna dare delle regole da seguire e insegnarle con dolcezza, in maniera positiva: il cane deve accettare le regole come comportamento quotidiano. - sottolinea l'istruttore Csen e Fidasc - Io veramente chiederei a tutti i proprietari di cani, non solo quelli di razze particolari, di andare da istruttori ed educatori in modo da imparare bene come gestire il proprio amico a quattro zampe: il cane deve imparare e può farlo con semplicità da cucciolo accompagnato dal proprietario, è un percorso che aiuta a comprendersi".

"Un patentino per le razze potenzialmente pericolose"

Solo domenica 21 aprile un'altra aggressione si è verificata nel Padovano: una donna di 83 anni è stata attaccata dai suoi cani e i medici hanno dovuti amputarle le braccia. E si riaccende la polemica sugli animali potenzialmente pericolosi. "Al di là del caso specifico e delle dinamiche che hanno causato l'aggressione, è indubbio che esistano razze di cani potenzialmente pericolose per l'uomo, e che la loro diffusione sul territorio è in forte aumento anche a causa di mode e tendenze del momento - afferma il Codacons - Indipendentemente dall' educazione che si dà al proprio animale, è universalmente riconosciuto come alcune razze, ad esempio pitbull o rottweiler, per le loro caratteristiche peculiari fisiche (potenza, robustezza, dentatura) possano provocare ferite letali in caso di morsicatura. Proprio per questo, e senza ovviamente demonizzare gli animali, chiediamo da tempo un patentino obbligatorio per chi possiede cani particolarmente potenti e potenzialmente pericolosi. Il morso di un volpino, infatti, non causa certo le stesse ferite del morso di un pitbull". Secondo il Codacons "aver eliminato la lista delle 17 razze di cani a rischio introdotta dall'ex Ministro Sirchia ha di fatto cancellato qualsiasi obbligo per i loro proprietari, con conseguenze negative sul fronte della sicurezza. Una lista che, anche alla luce della tragedia di Eboli, andrebbe ripristinata, considerando che ogni anno si contano in Italia circa 70mila aggressioni a danno dell’uomo da parte di cani, e che non tutte le razze sono adatte a chiunque".

Anche l'Organizzazione internazionale protezione degli animali (Oipa) chiedee al legislatore di "regolamentare la detenzione di determinati tipi di cani che troppo spesso vengono scelti anche da persone non in grado di gestirli correttamente. A livello locale, alcuni Comuni, come quello di Milano, hanno regolamentato la materia prevedendo la concessione di patentini per la detenzione di alcune razze o simil-razze". L'Oipa ricorda che non esiste un elenco di "cani ritenuti pericolosi". Nel 2006 il ministero della Salute ha emesso un'ordinanza riguardante la 'tutela dell'incolumità pubblica dall'aggressione dei cani', nella quale era prevista una lista di razze canine ritenute pericolose. Successive ordinanze hanno poi abolito questo elenco a causa della relativa incertezza e, soprattutto, della discriminazione delle razze".
"Attualmente la pericolosità di un cane viene determinata a seconda di fatti specifici", spiega l'avvocato Claudia Taccani, responsabile dell'Ufficio legale dell'Oipa. "In caso morsicatura o zuffa tra cani, infatti, il cane e il suo proprietario vengono segnalati al Servizio veterinario Asl, che tiene un registro dei cani dichiarati aggressivi, e sono obbligati a seguire un corso formativo. Il corso è organizzato dal Comune, insieme al Servizio veterinario dell'Azienda sanitaria locale, avvalendosi della collaborazione degli Ordini professionali dei medici veterinari e di associazioni di protezione animale. Le spese sono sostenute dal proprietario del cane "impegnativo". In caso di pericolosità grave, scatta l'obbligo di stipulare una polizza assicurativa e l'obbligo di utilizzare il guinzaglio e la museruola nelle strade e nei luoghi aperti al pubblico".

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