Sabato, 17 Aprile 2021
Torino

Un cuore nuovo dopo 525 giorni con uno artificiale: trapianto per un bimbo di 7 anni

Per un anno e mezzo ha vissuto collegato a un cuore artificiale in ospedale, ora il lieto fine. L’intervento al Regina Margherita di Torino

Ha vissuto per quasi un anno e mezzo - 525 lunghi giorni - con un cuore artificiale, in attesa di poter ricevere un trapianto che gli consentisse di tornare ad avere la vita che ogni bambino come lui dovrebbe avere.

Una attesa lunghissima quella vissuta da un bimbo di soli sette anni, operato ora con successo all’ospedale Regina Margherita della Città della Salute di Torino, dopo un anno e mezzo con un cuore artificiale Berlin Heart: il suo è stato il tempo di impianto più lungo tra i piccoli “eroi” del reparto di cardiochirurgia pediatrica dell’ospedale pediatrico di Torino. 

Dal Marocco all'Italia per curarsi

Due anni fa, nel 2019, il bambino ha iniziato ad accusare i primi sintomi di insufficienza cardiaca. Dal Marocco, dove è nato e vissuto, il piccolo è volato quindi in Italia insieme alla madre, raggiungendo il padre che si trovava in Liguria. Dopo un periodo di degenza in un altro ospedale pediatrico, il bambino è stato traferito in elicottero a Torino.

Subito dopo il suo arrivo nella Terapia Intensiva cardiochirurgica, diretta dal dottor Sergio Michele Grassitelli, il cuore del bambino si è fermato. Rianimato e sottoposto a Ecmo, la circolazione extra-corporea, pochi giorni dopo al piccolo paziente viene impiantato un cuore artificiale Berlin Heart che lo tiene in vita e gli consente di riprendersi.

Il trapianto dopo 525 giorni con il cuore artificiale

Nei suoi 525 giorni passati con il cuore artificiale, vissuti tra l’ospedale e i locali dell’Isola di Margherita, lo spazio per le lungodegenze dei pazienti dell'Oncoematologia diretta dalla professoressa Franca Fagioli, il bambino ha vissuto in attesa del trapianto: è cresciuto, ha scoperto la cucina italiana, ha imparato la nostra lingua, seguito sempre da vicino da papà e mamma, che nel frattempo ha messo al mondo anche un altro bambino. Il trapianto di cuore è stato eseguito dall'équipe dei cardiochirurghi pediatrici, diretta dal dottor Carlo Pace Napoleone.

Per il piccolo è rimasto lo stupore di svegliarsi senza il ventricolo artificiale adagiato sull'addome, collegato a una consolle di comando che lo teneva in vita ma lo limitava in tutte le azioni. Per lui è stato necessario qualche giorno altro giorno di degenza tra i cardiologi pediatrici e gli infermieri della dottoressa Gabriella Agnoletti, seguito con attenzione dal Enrico Aidala, cardiochirurgo responsabile del Programma Trapianti, poi è stato dimesso. 

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