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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Lavori bloccati / Bari

Bari, il Tar (e gli ambientalisti) fermano la prima opera ferroviaria del Pnrr

Il Tribunale Amministrativo Regionale ha sospeso i lavori del Nodo ferroviario di Bari: considerati intoccabili i mandorli e gli alberi di carrube. A rischio un'opera da oltre 400 milioni, metà dei quali finanziati con i fondi del Piano nazionale ripresa resilienza

Niente ferrovia ad alta velocità a Bari, almeno per il momento. Il Tar della Puglia ha bloccato i lavori e sospeso l'autorizzazione paesaggistica data dalla Regione Puglia per il progetto della nuova rete ferroviaria nella zona di Lama San Giorgio, a sud di Bari, che prevede il raddoppio dei binari per 10 chilometri e la successiva variante di un tratto della strada statale 16. L'opera rientra nell'ambito dell'ampio progetto del Nodo ferroviario di Bari. Progetto finanziato anche coi fondi del Pnrr (doveva essere la prima opera realizzata) che ora è a rischio e con essa anche i 205 milioni di euro assegnati su un totale di 406 milioni.

Il Tribunale Amministrativo Regionale si è pronunciato sul ricorso proposto dai comitati ambientalisti e dai cittadini proprietari di terreni interessati dall'opera: la sentenza ha stabilito che, nell'autorizzazione data dalla Regione in deroga al Piano paesaggistico territoriale, non è stata evidenziata l'inesistenza di alternative localizzative. L'infrastruttura strategica del Nodo ferroviario a Sud di Bari, prevede lo spostamento dei binari dalla linea del mare in un'area più interna, andando a toccare le lame che sono ritenute aree paesaggistiche vincolate. Nella zona interessata, chiamata Lama San Giorgio, nel territorio del comune di Noicattaro, sono presenti carrubi e mandorli, alcuni dei quali secolari. 

Il Tar Puglia lo scorso luglio aveva già sospeso, in via cautelare, l'autorizzazione paesaggistica. L'ordinanza fu poi riformata a settembre dal Consiglio di Stato che annullò la sospensiva del Tribunale amministrativo. L'opera in questione era stata definita "un'occasione da non sprecare" dalla premier Giorgia Meloni, ma adesso è tutto bloccato. Mentre gli ambientalisti esultano per la vottoria, la Regione è pronta a replicare con un nuovo ricorso, con la Rete Ferroviaria Italiana, che si occupa dei lavori, parteciperà alla battaglia legale.

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