Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Assenteisti e pure strozzini: timbravano il cartellino ma facevano gli usurai

Sette persone in manette a Bari: due indagati, in particolare, avrebbero utilizzato gli orari di servizio per incontrare vittime o riscuotere denaro

Sette le persone arrestate

Timbravano il cartellino e risultavano al lavoro, ma in realtà sfruttavano gli orari di servizio per svolgere la loro attività di usurai. Con le accuse di usura aggravata dallo stato di bisogno delle vittime, estorsione, falsità ideologica e truffa aggravata i carabinieri hanno eseguito tra Bari, Modugno e Santeramo in Colle 23 misure cautelari personali (7 arresti – 4 in carcere e 3 ai domiciliari - e 16 interdittive di sospensione dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio, di cui 2 a carico di arrestati), emesse dal gip del Tribunale di Bari, su richiesta della della locale Procura.

Due degli arrestati sono dipendenti della "Sanitaservice Asl BA - Azienda ospedaliera universitaria consorziale policlinico di Bari", società in house del Policlinico di Bari che svolge tra l’altro attività di portierato, pulizia dei locali, trasporto di pazienti, logistica integrata, gestione Centro Unico di Prenotazione (CUP) aziendale, piccola manutenzione ordinaria.

Gli usurai intercettati: "Ti diamo in pasto ai lupi" | Video

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Le indagini dei carabinieri, avviate nel dicembre 2014 e concluse nel settembre 2016, hanno svelato con attività tecniche e dinamiche, testimonianze e acquisizione di prove documentali l’esistenza di una rete criminale di usurai ai danni di numerosi baresi versanti in condizioni di bisogno economico (tra i quali figurano alcuni artigiani e commercianti), con prestiti di denaro con tassi d’interesse notevolmente superiori a quello ufficiale.

Il linguaggio criptato utilizzato dagli usurai

Gli investigatori hanno documentato attraverso attività tecniche di intercettazione telefonica l’utilizzo da parte degli usurai e delle vittime di un vero e proprio linguaggio convenzionale, allorquando si faceva riferimento ai prestiti elargiti o da elargire. Proprio al fine di eludere eventuali intecettazioni da parte degli inquirenti, in tal senso, venivano usati termini criptici, il più delle volte privi di significato logico se intesi in senso letterale. Gli importi venivano indicati con termini quali “tre per otto” ad indicare l’importo della rata mensile e la durata prevista per l’estinzione, ovvero in questo caso specifico il mese; la “stipula” del prestito veniva indicata con i termini “servizio, pratica o prenotazione”; per indicare la somma di denaro da consegnare in prestito, gli indagati si avvalevano di termini quali “documenti, fotocopie”. Nel caso, poi, di debiti insoluti, contro le vittime, gli usurai ricorrevano a minacce esplicite di gravi ripercussioni.

Nel caso di debiti insoluti, gli usurai ricorrevano a minacce esplicite di gravi ripercussioni e ritorsioni contro le vittime. Sono state sequestrate ingenti somme di denaro e documenti che attestano la contabilità degli usurai: sui fogli manoscritti sono stati trovati nomi, cifre e mesi che indicavano appunto le generalità delle vittime, l’importo della rata ed i mesi in cui è stata pagata la somma di denaro o il lasso di tempo che mancava all’estinzione del prestito. 

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