Sabato, 27 Febbraio 2021
Vicenza

Bassano del Grappa: il piano dei 15enni per uccidere i genitori e la setta che li ispirava

Saltato per l'allarme di un amico che è andato dai carabinieri. La procura indaga: "Forse erano esasperati dalle regole e dal lockdown"

Nell'immagine: Erika e Omar

C'è l'ipotesi di un gioco sui social network dietro il piano dei due 15enni di Bassano del Grappa in provincia di Vicenza che volevano uccidere i genitori. La storia, raccontata ieri da VicenzaToday, comincia nel luglio scorso, quando un ragazzo si presenta alla stazione dei carabinieri di Bassano  e mostra i messaggi scritti dall’amica su Snapchat: voleva uccidere i genitori, forse in collaborazione con il fidanzatino diciassettenne. E somiglia a quella di Erika e Omar.

Bassano del Grappa: il piano dei 15enni per uccidere i genitori e la setta che li ispirava

I carabinieri di Bassano avvertono subito i genitori della ragazza, studentessa quindicenne, che cadono dalle nuvole e si mettono a disposizione degli inquirenti e dei servizi sociali. La Procura per i minorenni ha aperto un fascicolo contro ignoti mentre lei ai carabinieri ha detto che non l'avrebbe mai fatto. Ma il tono dei messaggi, spiega oggi il Corriere della Sera, non sembrava per nulla millantatorio, tanto che gli inquirenti hanno informato i genitori e i servizi sociali. 

Non c'è nulla di trascendentale nella storia della famiglia che possa spiegare l'accaduto. Tanto che gli investigatori non escludono che dietro possa esserci una setta o un sito che adesca e plagia gli adolescenti tramite le sfide, come nella storia di Jonathan Galindo. La scena dei fatti è Montecchia di Crosara e sembra mancare comunque un movente per i fatti, tanto che il fascicolo aperto dalla procura per ora è contro ignoti e senza ipotesi di reato. «Per il tentato omicidio bisognava essere in presenza di un perfetto disegno criminale — spiega al quotidiano chi indaga —. Se invece ci fosse la responsabilità di terzi ci potrebbe stare l’istigazione a commettere l’omicidio». Terzi che, se esistono, potrebbero essere rivelati dal telefonino o dal computer. Nel frattempo la ragazza, che dovrà essere sentita con le tutele garantite ai minorenni, è tornata a scuola. 

Secondo il Corriere del Veneto invece la Procura dei Minori di Venezia non esclude che il tutto sia nato perché la coppia sarebbe stata stanca delle «costrizioni» imposte dalla famiglia e quasi certamente accentuate dalla convivenza forzata dettata dal lockdown.

Una famiglia, quella della ragazza, senza apparenti problemi sociali o economici. I genitori della quindicenne, venuti a conoscenza del piano criminale, sarebbero risultati in un primo momento increduli ma, seppur sconvolti dopo la conferma degli inquirenti, avrebbero scelto di restare accanto alla figlia. Che, come il fidanzato, avrebbe intrapreso un percorso psicologico. Per ora nei loro confronti non sarebbero stata depositate accuse. 

Il piano del resto è nato proprio durante il lockdown, da messaggi sul cellulare e da lunghe mail scambiate tra i due. 

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