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Martedì, 17 Maggio 2022
L'Sos di Libera

Lo Stato confisca i beni ai boss ma poi non li usa

Secondo le stime dell'associazione, sono più di 36.600 i beni immobili passati allo Stato dal 1982 a oggi. Il 48% è passato all’Agenzia nazionale per le finalità istituzionali e sociali ma 5 beni su 10 rimangono ancora da destinare. Don Luigi Ciotti: "Si potrebbe fare di più"

"La legge che permette la confisca dei beni mafiosi "è stata una delle più belle risposte però metà di questi beni non sono usati, molti sono abbandonati". A lanciare l'allarme è Don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione Libera, nel corso di un incontro con gli studenti a Firenze. Per Ciotti "Si potrebbe fare di più La confisca è uno schiaffo a chi ha scelto il male ed è una bonifica sociale e culturale". 

Secondo le stime di Libera, sono più di 36.600 beni immobili (conteggiando le particelle catastali) confiscati dal 1982 a oggi, il 48% sono stati destinati dall’Agenzia nazionale per le finalità istituzionali e sociali (ha competenza sia per beni mobli e immobli sia per aziende) ma 5 beni su 10 rimangono ancora da destinare. Il maggior numero di beni immobili confiscati in Sicilia (6906), poi ci sono Calabria (2908), Campania (2747), Puglia (1535) e Lombardia (1242). Sono invece 4384 le aziende confiscate di queste il 34% è stata già destinata alla vendita o alla liquidazione, all'affitto o alla gestione da parte di cooperative formate dai lavoratori delle stesse; il 66% è in questo momento ancora in gestione presso l'Anbsc. Anche qui la Sicilia prima tra le regioni per il numero aziende destinate(533),a ruota ci sono Campania (283), Calabria (204) e Lazio (160).  

 "I mafiosi - spiega Don Ciotti - sono disposti anche ad accettare il carcere ma non che gli vengano tolti i poteri ovvero i soldi, le terre. Per loro bonificare quei territori èuno schiaffo. Non sopportano di vedere giovani associazioni che si allargano e di vedere giovani che vanno sulle loro terre confiscate a lavorare". Per il presidente di Libera "la lotta alle mafie e alle illegalità non è solo il compito della magistratura, delle forze di polizia a cui va stima e gratitudine per il loro lavoro, ma è un compito di ciascuno di noi". 

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