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Venerdì, 27 Maggio 2022
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Rabbia Berlusconi: "Venti anni per l'Italia e ora mi tolgono libertà e diritti"

Un videomessaggio trasmesso da Porta a Porta. E' questa la prima reazione di Berlusconi alla decisione della Cassazione che ha confermato la condanna a 4 anni nel processo Mediaset: "Continuerò con Forza Italia"

Silvio Berlusconi condannato a quattro anni di reclusione per il processo Mediaset: la sentenza è ormai definitiva, anche se non ancora esecutiva. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per frode fiscale a Berlusconi a 4 anni di reclusione per il pagamento dei diritti Mediaset, accogliendo il ricorso dell'ex premier solo rispetto alla pena accessoria dell'interdizione ai pubblici uffici per 5 anni. 

Berlusconi ha reagito affidando a un video messaggio trasmetto da Porta a Porta il suo primissimo commento: "Continueremo la battaglia di libertà con Forza Italia".

"La sentenza di oggi mi conferma nell'opinione che parte della magistratura è soggetto irresponsabile, una variabile incontrollabile e incontrollata che è assurta a potere dello Stato", "questo nuovo e illimitato potere dello Stato ha condizionato permanetemente la vita politica italiana", ha detto ancora Berlusconi.

PROCESSO MEDIASET: TUTTE LE TAPPE

La condanna a quattro anni è definitiva ma non è ancora esecutiva. Non lo sarà fino a quando la Corte d'appello di Milano non avrà rideterminato la pena accessoria e rinviato in Cassazione.

Ma per Berlusconi è comunque una sconfitta. Più "della democrazia" che sua.

In cambio dell'impegno che ho profuso in quasi vent'anni, giunto quasi al termine della mia vita attiva, ricevo in premio una sentenza che mi toglie la mia libertà personale e i miei diritti politici. 

"Io sono fiero di aver creato con le mie sole capacità un grande gruppo imprenditoriale, che ha dato lavoro a migliaia e migliaia di collaboratori, avendo l'orgoglio di non aver mai, in decenni di attività, licenziato uno solo dei collaboratori delle mie aziende. Sono fiero di aver contribuito alla ricchezza dell'intero Paese, versando allo Stato miliardi e miliardi di euro di imposte ed offrendo con le mie televisioni non solo uno strumento di crescita per le aziende italiane, ma anche una maggiore libertà e pluralità al mondo dell'informazione".

LA MINACCIA DEL COMUNISMO - "Dal '92 al '93 il corso della vita politica è stato letteralmente condizionato dall'azione fuorviante di una parte della magistratura che ha preteso di assurgere ad un ruolo di rinnovamento morale in nome di una presunta rivoluzione etica - prosegue Berlusconi - mettendo fuori gioco, con i loro leaders, i 5 partiti democratici che avevano governato l'Italia per oltre mezzo secolo e che, nonostante alcune ombre, avevano comunque assicurato il benessere e difeso la libertà e la democrazia dalla minaccia del comunismo. Si credeva così di aver assicurato alla sinistra la presa e il mantenimento definitivo del potere". 

LA DISCESA IN CAMPO - "Ma uno sconosciuto signore, certo Silvio Berlusconi - prosegue l'ex premier - scese in campo per contrastare il passo al partito comunista e in due mesi vinse le elezioni ottenendo il governo del Paese. Da quel momento si scatenò contro di lui una azione ininterrotta della magistratura che nel '94 fece cadere il governo, tramite un'accusa di corruzione cui seguì una assoluzione con formula piena, una azione che si sviluppò poi con oltre 50 processi di cui 41 conclusi senza essere riusciti a raggiungere una condanna. Ma questo ormai lo sanno tutti. Invece per quanto riguarda ciò che è accaduto alla mia persona, e solo dopo la mia decisione di occuparmi della cosa pubblica, nessuno può comprenderlo. Nessuno può comprendere la carica di vera e propria violenza che mi è stata riservata in seguito a una serie incredibile di accuse e di processi che non hanno alcun fondamento nella realtà: un vero e proprio accanimento giudiziario che non ha eguali nel mondo civile".

TUTTO PER LA LIBERTA' - "Quando ho deciso di occuparmi della cosa pubblica, cercando di chiamare all'impegno pubblico le energie migliori della società civile, ho dato un contributo alla modernizzazione del nostro Paese e ho messo tutte le mie forze nel tentativo di realizzare una rivoluzione liberale che non si è completamente adempiuta per le insuperabili resistenze dei partiti alleati ed anche perché tante sono in Italia le resistenze e gli ostacoli al cambiamento". "Sono anche sicuro di aver rappresentato al meglio l'Italia nel mondo, facendo in modo che divenisse protagonista e non subalterna alle grandi potenze mondiali, tutelando sempre i nostri interessi e la nostra dignità". 

LA BATTAGLIA CONTINUA - "E' cosi che l'Italia riconosce i sacrifici e l'impegno dei suoi cittadini migliori? E' questa l'Italia che amiamo? E' questa l'Italia che vogliamo? No di certo - prosegue Berlusconi - Per queste ragioni dobbiamo continuare la nostra battaglia di libertà restando in campo e chiamando con noi in campo, ad interessarsi del nostro comune destino, i giovani migliori e le energie migliori del mondo dell'imprenditoria, delle professioni e del lavoro. Insieme a loro rimetteremo in campo Forza Italia e chiederemo agli italiani di darci quella maggioranza che è indispensabile per modernizzare il Paese, per fare le riforme a partire dalla più indispensabile di tutte che è la riforma della giustizia per non essere più un Paese sottoposto ad un esercizio assolutamente arbitrario del più terribile dei poteri: quello di privare un cittadino della sua libertà". Quindi, la chiusura: "Dal male dobbiamo saper far uscire il bene".

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