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Martedì, 7 Dicembre 2021
Processi

Caso Ruby bis, nuova inchiesta: "Berlusconi va indagato per corruzione"

Nuova inchiesta sul Cavaliere e sulle ragazze che convocò ad Arcore nel gennaio 2011: "Pagò le testimoni". I giudici avevano condannato a sette anni Lele Mora ed Emilio Fede, a cinque Nicole Minetti: ecco le motivazioni

ROMA - Il presidente della Quinta sezione penale del tribunale di Milano, Annamaria Gatto, ha depositato con quattro giorni di anticipo rispetto alla scadenza dei termini le motivazioni della sentenza del processo cosiddetto “Ruby bis” con cui lo scorso luglio Lele Mora ed Emilio Fede sono stati condannati a 7 anni e Nicole Minetti a 5 anni per induzione e favoreggiamento della prostituzione in relazione ai festini di Arcore.

Secondo i giudici di Milano, Silvio Berlusconi va indagato per corruzione in atti giudiziari. Insieme con lui, il Tribunale ritiene si debba procedere anche nei confronti delle ragazze che parteciparono alla riunione convocata dal Cavaliere ad Arcore il 15 gennaio 2011 e dei suoi legali Piero Longo e Niccolò Ghedini.

LE MOTIVAZIONI - "Tutti i soggetti partecipanti alla riunione e quindi anche tutte le ragazze sono gravemente indiziati del reato di corruzione in atti giudiziari, perché in qualità di testimoni e pubblici ufficiali ricevevano denari ed altre utilità sia prima che dopo aver deposto come testimoni da Berlusconi in qualità di soggetto che elargiva il denaro e le altre utilità", scrivono i giudici del tribunale di Milano nel motivare le condanne.

LA NUOVA INCHIESTA - Ora toccherà alla procura svolgere la nuova inchiesta sulle presunte false testimonianze. In procura a Milano, infatti, aspettavano di leggere le motivazioni delle condanne per far partire l'indagine Ruby-ter, un atto dovuto, dal momento che in sede di lettura del dispositivo i collegi della quarta e della quinta sezione penale avevano già deciso la trasmissione degli atti ai pm in relazione a diverse false testimonianze.

Era il caso delle "olgettine" su quanto avveniva nella serate di Arcore con le ragazze che percepivano e continuano a incassare 2.500 euro al mese provenienti dai conti dell'ex premier. Era ed è il caso del cantautore Apicella, ma anche per esempio della funzionaria di polizia Giorgia Iafrate in riferimento a quanto accadde la notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 qunado Berlusconi telefonò per evitare che l'allora minorenne Ruby finisse in comunità. Ruby-ter potrebbe essere divisa in tre parti: la corruzione in atti giudiziari contestata a Berlusconi e alle olgettine, le false testimonianze e infine gli avvocati dell'ex premier Niccolò Ghedini e Pierlo Longo in riferimento a presunte irregolarità nelel indagini difensive.

Per Berlusconi potrebbe scattare il sequestro dei conti correnti dai quali partivano e partono i pagamenti alle ragazze. Sabato intanto i giudici della terza sezione della corte d'appello dovranno decidere la durata dell'interdizione dai pubblici uffici di Berlusconi condannato a quattro anni di reclusione nel caso Mediaset per frode fiscale. La seconda sezione di appello l'aveva fissata in 5 anni, confermando il verdetto di primo grado. La Cassazione il primo agosto aveva deciso che l'interdizione doveva essere compresa tra 1 e 3 anni rinviando la quantificazione ai giudici di merito.

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