Domenica, 24 Gennaio 2021

Processo Ruby ter, Silvio Berlusconi rinviato a giudizio: udienza il 5 aprile

Accolta la richiesta di rinvio a giudizio dei pm Gaglio e Siciliano. Secondo l'accusa, l'ex premier avrebbe sborsato quasi dieci milioni di euro a tutte le ospiti delle "cene eleganti" ad Arcore per corromperle

Silvio Berlusconi è stato rinviato a giudizio

Silvio Berlusconi sarà processato per corruzione in atti giudiziari. Il gip di Milano, Carlo Ottone de Marchi, ha accolto la richiesta dei pm Luca Gaglio e Tiziana Siciliano e lo ha rinviato a giudizio per il caso ribattezzato "Ruby Ter".

Il processo per l'ex premier prenderà il via il prossimo 5 aprile davanti ai giudici della IV sezione penale del Tribunale di Milano. L'ex capo del governo è accusato di aver corrotto con dieci milioni di euro complessivi le cosiddette "olgettine" e gli altri ospiti delle serate di Arcore per spingerli a rendere dichiarazioni false o reticenti durante le loro testimonianze rese nelle aule dei processi Ruby (che lo vedeva imputato per concussione e prostituzione minorile e che si è chiuso con la sua assoluzione definitiva in Cassazione) e Ruby-bis.

“Il fatto concreto è che si processerà Silvio Berlusconi per il reato di generosità”, ha detto l’avvocato del leader di Forza Italia Federico Cecconi, che lo difende insieme al professor Franco Coppi. “Prendiamo atto di questo rinvio a giudizio – ha spiegato il legale – in dibattimento confidiamo nella possibilità di dimostrare l’estraneità di Silvio Berlusconi ai fatti contestati”. Prima della decisione del gup i legali del leader di Forza Italia – Federico Cecconi e Franco Coppi – avevano ribadito l’istanza di non luogo a procedere.

Sono almeno tredici le ragazze che avevano partecipato ai festini di Arcore e che Silvio Berlusconi avrebbe continuato a pagare fino al novembre 2016. Tutte consegne di denaro finite al centro del nuovo filone di inchiesta sul cosiddetto "caso Ruby" condotto dai pm milanesi Luca Gaglio e Tiziana Siciliano che accusano il leader di Forza Italia indagato di corruzione in atti giudiziari.

Il particolare emerge dalla testimonianza resa nel dicembre scorso da Giuseppe Spinelli. Davanti agli inquirenti milanesi, lo storico ragioniere di fiducia dell'ex premier ha ammesso di aver effettuato, su esplicita richiesta di Berlusconi, pagamenti a favore di tredici delle cosiddette "olgettine" fino al novembre 2016.

E ha fatto i loro nomi: Elisa Toti, Aris Espinoza, Miriam Loddo, Giovanna Rigato, Ioana Amarghioalei, Manuela Ferrera, Iris Berardi, una delle gemelle De Vivo, Barbara Guerra, Raissa Skorkina, Alessandra Sorcinelli, Silvia Trevain e Ioana Visan. Tutte ragazze ospitate alle serate di Villa San Martino e retribuite con somme comprese tra i 3 e i 5 mila euro al mese per non rivelare a magistratura e stampa - questo il sospetto dei magistrati milanesi - cosa succedeva durante i festini a sfondo erotico di Arcore. Non a caso, sono tutte già imputate a Milano o indagate nelle altre procure italiane titolari dei vari filoni di indagini della vicenda "Ruby ter".

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