Domenica, 11 Aprile 2021
CRONACA / Roma

Ucciso durante inseguimento: poliziotto a processo

L'agente di polizia che il 30 luglio 2011 ha ucciso con un colpo di pistola Bernardino Budroni al termine di un inseguimento sul Grande Raccordo Anulare sarà processato per omicidio colposo.

ROMA. L'agente di polizia che il 30 luglio 2011 ha ucciso con un colpo di pistola Bernardino Budroni al termine di un inseguimento sul Grande Raccordo Anulare sarà processato per omicidio colposo.

La morte di Budroni è ancora avvolta nel mistero, o meglio, le dinamiche che hanno portato al suo decesso sono da chiarire definitivamente. A questo punta il processo e le indagini che vedono al centro l'agente che sparò i due colpi, uno dei quali fatale.

Il gup Cinzia Parasporo ha accolto la richiesta del pm Giorgio Orano, che aveva chiesto il rinvio a giudizio per l'indagato dopo una perizia balistica dei Ris e le testimonianze.

Testimonianze di colleghi delle forze dell'ordine presenti che, come già ci aveva spiegato il legale della famiglia, tendono a confermare l'ipotesi che i colpi siano stati sparati a macchine ferme e non durante l'inseguimento. Se questo dovesse essere confermato la morte di Budroni non sarebbe più classificabile come un incidente perché le pallottole esplose non potrebbero più essere spiegate con la necessità di fermare l'automobile.

Tesi sostenuta dall'avvocato Monaco che, in merito alle testimonianze, ci raccontava: "Confermano la nostra versione: chi ha sparato lo ha fatto quando le macchine erano già ferme, lo ha fatto guardando la vittima, disarmata, in faccia, e non con le auto a tutta velocità."

Dinamiche supportate dalle affermazioni di uno carabinieri presenti che sono depositate negli atti: "Eravamo quasi fermi, ho udito distintamente esplodere due colpi di pistola". Con lui afferma il suo collega: "Quasi contestualmente all'arresto dei veicoli, ho sentito i due spari". Parole che, ci spiega l'avvocato Monaco, "confermano la nostra versione: chi ha sparato lo ha fatto quando le macchine erano già ferme, lo ha fatto guardando la vittima, disarmata, in faccia, e non con le auto a tutta velocità.

Il processo e le perizie dovranno stabilire con certezza cosa è accaduto in quel drammatico inseguimento nato a Cinecittà dove Budroni si era recato sotto casa della ex che aveva allertato la polizia per un caso di stalking. Budroni fuggì e terminò la sua corsa sul Grande Raccordo Anulare con un proiettile in corpo.

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