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Domenica, 23 Giugno 2024
L'ultimo saluto / Udine

Patrizia e Bianca: le ragazze morte nel fiume vestite da sposa nella camera ardente

Tanti cittadini hanno portato l'ultimo saluto alle due giovani che hanno perso la vita durante la piena del Natisone. Hanno indossato abiti secondo la tradizione della Romania, il loro paese di origine. Sulla vicenda è stata aperta un'inchiesta per omicidio colposo, a carico di ignoti

La camera ardente per Bianca Doros (23 anni) e Patrizia Cormos (20 anni) è stata aperta ieri, martedì 4 giugno, nella casa funeraria Mansutti al cimitero urbano di San Vito a Udine. Le due ragazze sono scomparse nella piena del fiume Natisone nei pressi del ponte Romano di Premariacco (Udine) il 31 maggio scorso e le loro salme sono state recuperate il 2 giugno. È ancora disperso Cristian Casian Molnar, il giovane di 25 anni che era con loro e le cui ricerche proseguono senza sosta. Sulla tragedia la procura di Udine ha aperto un'indagine per omicidio colposo: il procedimento è a carico di ignoti.

Le salme di Patrizia e Bianca vestite da sposa nella camera ardente

Alla camera ardente sono giunti i familiari delle due giovani, entrambe di origine romena, che sono stati accolti dal prefetto e dal questore di Udine e dai comandanti provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza. Le due ragazze sono state vestite da sposa, secondo la tradizione del loro paese di origine, la Romania. Tanti cittadini si sono già recati in visita alla camera ardente, dove le giovani rimarranno fino a oggi alle 16, quando sarà celebrato un momento di preghiera da due sacerdoti, uno ortodosso e uno cattolico, per simboleggiare l'unione nella preghiera di fedi diverse. Al termine della funzione, le salme partiranno alla volta della Romania: i funerali verranno celebrati a Tarna Mare, in Transilvania, dove poi saranno sepolte.

L'inchiesta sulla tragedia e l'autopsia sui corpi

"Abbiamo aperto un'inchiesta per omicidio colposo contro ignoti: in queste vicende, per procedere bisogna configurare responsabilità di tipo omissivo, non commissivo", ha detto il procuratore della Repubblica di Udine Massimo Lia, in conferenza stampa. "Condurremo tutti gli accertamenti del caso, per accertare se i soccorsi sono stati tempestivi. Mi preme, però, segnalare che, allo stato attuale, non ci sono elementi specifici che ci fanno andare in questa direzione, ma le verifiche sono in fase iniziale", ha spiegato.

"Esiste, in natura, anche la tragica fatalità", ha aggiunto il procuratore. E poi ha ribadito che l'inchiesta è stata aperta "per poter svolgere tutti gli accertamenti che saranno necessari per ricostruire i fatti, che non significa che in questo momento l'ufficio ha acquisito elementi per poter ipotizzare condotte negligenti. È una scelta tecnica di tipo procedurale, per poter svolgere con tutte le garanzie gli accertamenti per ricostruire i fatti. Tutto verrà verificato, acquisito e vagliato. Sia il discorso dell'elicottero utilizzato per i soccorsi, sia la cartellonistica che avvisa del divieto di balneazione e del pericolo di annegamento, sia soprattutto le tempistiche dal primo allarme all'arrivo dei soccorritori".

Riguardo all'autopsia sui corpi delle ragazze, il procuratore di Udine ha spiegato: "Siamo nella fase delle indagini preliminari, coi fatti che si stanno accertando in collaborazione con l'Arma dei carabinieri. Gli accertamenti sulle salme, la dinamica dei fatti, la documentazione che tutti abbiamo visto e l'esame esterno compiuto dal medico legale sui corpi, consentono, con ragionevole certezza, di individuare la causa del decesso nell'asfissia da annegamento e traumatismi vari. Si è ritenuto, dunque, sufficiente l'ispezione cadaverica esterna, anche per riconsegnare le ragazze ai famigliari, per procedere con il rito funebre". 

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