Domenica, 28 Febbraio 2021
Roma

Zia Bianca Zarfati: la 71enne accusata di traffico e spaccio di cocaina

Le intercettazioni in cui la cocaina diventava, a seconda dei casi, ''fettine panate'', ''lasagne'' e ''spaghetti alle vongole''. Il precedente del 2017. La piazza privilegiata era Ostia

I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un'ordinanza di applicazione della misura cautelare personale emessa dal gip nei confronti di 15 persone per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, di cui sei in carcere, due ai domiciliari e sette obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Al termine delle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, gli specialisti del Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno smantellato un sodalizio criminale dedito allo smercio di cocaina nella periferia Ovest della Capitale e sul litorale romano.

Zia Bianca Zarfati: la 70enne accusata di traffico e spaccio di cocaina

L'organizzazione era promossa e diretta da Bianca Zarfati di 71 anni, soprannominata ''Zia Bianca'', che si riforniva stabilmente di droga da Marco Corina di 68 anni e Marcello Gauzzi di 58, tutti con numerosi precedenti specifici. Da quanto emerso dalle intercettazioni telefoniche e ambientali eseguite, i tre, destinatari della misura della custodia cautelare in carcere, commentavano di essere rimasti tra i pochi a operare con ''serietà'' nel settore, facendo le cose alla ''vecchia maniera'', in cui contava la ''parola data''. Essendo agli arresti domiciliari, Zarfati aveva stabilito il centro direzionale e operativo dell'associazione nella sua casa a Fiumicino, dove intratteneva i contatti con i fornitori e impartiva le disposizioni per le cessioni dello stupefacente e la riscossione dei relativi compensi a Fernanda Succi, alla figlia di quest'ultima, Valentina Mercadante, e a Cesira Succi. Per queste attività il giudice ha disposto la custodia cautelare in carcere per Mercadante e gli arresti domiciliari per le Succi. 

Pur privilegiando gli incontri di persona ai colloqui telefonici, per le conversazioni a distanza era stato condiviso un singolare linguaggio criptico ispirato al mondo della gastronomia, in cui la cocaina diventava, a seconda dei casi, ''fettine panate'', ''lasagne'' e ''spaghetti alle vongole''. Come affermato da Zarfati in una conversazione captata: "le telefonate mie e sue sono tutte di mangiate… mai… mai… mai parlato di niente...". Per trovare una valida alternativa al business in corso e compensare la perdita economica derivante dal sequestro di droga nell'ambito di un'operazione di servizio conclusa con l'arresto di un ''corriere'', Zarfati ''rispolverava'' un suo vecchio contatto peruviano per avviare, insieme a Corina e Gauzzi, una trattativa per l'acquisto di narcotico direttamente dal Sud-America a prezzi concorrenziali, che si sarebbe dovuta concretizzare con una prima fornitura di 6 kg di cocaina.

"Fettine panate", "lasagne" e "spaghetti alle vongole" per parlare in codice di droga

Anche se l'affare non si concludeva, le indagini hanno consentito di individuare i referenti dell'organizzazione peruviana in Walter Jesus Nunez Moren e Junior Gabino Huaman Lopez, nei cui confronti è stata disposta la custodia cautelare in carcere. Con riferimento a 7 acquirenti di droga, anche loro identificati dagli investigatori, il gip ha disposto, invece, l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Gli accertamenti svolti hanno, infine, fatto emergere come 7 indagati percepiscano o abbiano percepito, direttamente o in quanto inclusi nel nucleo familiare dei beneficiari, il ''reddito di cittadinanza'' o il ''reddito di emergenza''; saranno quindi interessati i competenti uffici dell'Inps ai fini della sospensione del beneficio economico.

Le azioni di contrasto assicurate nel corso delle indagini, culminate nell'esecuzione del provvedimento cautelare, testimoniano l'impegno quotidiano della Procura e delle Fiamme Gialle di Roma nella tutela della legalità e nel contrasto ai traffici illeciti. La donna era già stata arrestata nel 2017: all'epoca tramite i suoi pusher spacciava anche nella vicina Ostia, dove famiglie criminali di spessore non hanno mai posto limiti al suo business, e nella capitale. Secondo Repubblica la donna aveva cinque schede telefoniche diverse a seconda degli ordini che doveva dare e delle persone con le quali interloquiva, girava al volante di una Citroen C3. Se qualcuno sgarrava erano guai: si presentava sotto casa di chi le doveva soldi per aver acquistato droga da lei e, senza mezzi termini, faceva capire che a lei i piedi in testa non li metteva nessuno. «Fatte da' immediatamente i soldi, per il fumo me devi dà 1.800 - dice a uno dei suoi scagnozzi - a me per il culo non me ce prendi. Digli che finito con questo (carico, ndr) lui con me ha chiuso. Ha chiuso!».

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Zia Bianca Zarfati: la 71enne accusata di traffico e spaccio di cocaina

Today è in caricamento