rotate-mobile
Giovedì, 30 Novembre 2023
Attesa per la sentenza / Reggio Emilia

Tutti i bimbi coinvolti nel caso Bibbiano sono tornati dalle famiglie

Il processo dopo l'inchiesta "Angeli e demoni". Chiesti sei anni per Claudio Foti. Il gup deve decidere anche sulle richieste di 22 rinvii a giudizio per gli altri indagati nella vicenda sugli affidi illeciti nella Val d'Enza, al centro anche di un aspro scontro politico nell'estate 2019

È attesa per giovedì 11 novembre la prima sentenza sul caso Bibbiano. Il gup dovrà pronunciarsi sulla posizione dello psicoterapeuta Claudio Foti, titolare dello studio Hansel&Gretel, uno degli imputati chiave dell'inchiesta "Angeli e demoni", sul sistema degli affidi illeciti nella Val d'Enza reggiana. Un caso di cronaca esploso nell'estate 2019 e che aveva visto scendere in campo anche la politica, alimentando lo scontro tra Lega e M5s contro il Pd, il partito a cui era iscritto il sindaco della cittadina in provincia di Reggio Emilia.

Le accuse a Claudio Foti nel caso Bibbiano

Per Foti il pm ha chiesto una condanna a sei anni di carcere: è accusato di abuso d'ufficio, frode processuale e lesioni gravissime. Secondo le carte dell'accusa, "alterava lo stato psicologico della minore X, sottoponendola a sedute serrate, attraverso modalità suggestive e suggerenti, con la voluta formulazione di domande sul tema dell’abuso sessuale e ingenerando in tal modo in capo alla minore il convincimento di essere stata sessualmente abusata dal padre". Il gup dovrà anche sulle altre 22 richieste di rinvio a giudizio per gli altri indagati non hanno scelto il rito abbreviato, come invece ha fatto Foti.

Tutte le accuse vengono contestate dalla difesa di Foti. Per i suoi legali, gli avvocati Andrea Coffari e Giuseppe Rossodivita (avvocato anche del Partito Radicale), si tratta infatti di accuse infondate. Lo psicoterapeuta avrebbe infatti avuto come "unica ed esclusiva finalità" quella di "portare avanti un trattamento del trauma, ascoltare le problematiche della paziente, rispettando le sue emozioni e i suoi bisogni". I legali di Foti sostengono inoltre che il loro assistito sia stato "mostrizzato" nel processo mediatico andato in scena prima di quello penale. Qualche settimana fa, i suoi difensori hanno raccontato che Foti sarebbe stato cacciato da un ristorante di Reggio Emilia dal titolare che, avendolo riconosciuto, avrebbe detto: "Noi non serviamo il lupo di Bibbiano".

Il caso Bibbiano e l'inchiesta "Angeli e demoni"

Intanto, sono tornati a casa tutti i minori vittime di presunti abusi sessuali a Bibbiano e dintorni sottratti alle famiglie dai servizi sociali della Val d'Enza, finiti al centro dell'inchiesta. Dieci su dieci, come stabilito da altrettante sentenze del tribunale dei Minori.  

L'inchiesta "Angeli e demoni" prese il via a maggio 2018, per poi esplodere nell'estate del 2019. Gli inquirenti ipotizzano un business illecito sugli affidi dei minori, che sarebbero stati allontanati dalle famiglie con manipolazioni varie, volte a dimostrare che i bambini avessero subito abusi e giustificare così il loro affidamento ad altri nuclei familiari. Nelle carte dell'accusa si fa riferimento a relazioni falsificate, disegni dei bambini modificati con l'aggiunta di simboli fallici, commenti denigratori nei confronti dei genitori, omissioni, prove taciute. Si parla inoltre dell'utilizzo della cosiddetta "macchina dei ricordi", uno strumento terapeutico con "impulsi elettromagnetici" (Neuroteck Audioscan), non riconosciuto in Italia dall'ordine degli psicologici.

Tra le persone per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio c'è anche il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti. A dicembre 2019 la Cassazione aveva revocato per il sindaco l'obbligo di dimora. Per l'accusa, Carletti avrebbe concesso i locali pubblici della struttura comunale "La cura" in maniera non regolare allo studio Hansel&Gretel, senza gare di appalto.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Tutti i bimbi coinvolti nel caso Bibbiano sono tornati dalle famiglie

Today è in caricamento