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Martedì, 30 Novembre 2021
VATICANO

Il Vaticano "apre la borsa": lo Ior svela i conti

Per la prima volta nella storia, la banca vaticana rende pubblico il bilancio di fine anno. Numeri da record: utile da 86,6 milioni di euro e ricavi quadruplicati rispetto all'anno precedente

CITTA' DEL VATICANO - Da una sorta di paradiso fiscale per operazioni poco lecite, almeno nell'immaginario comune, ad una banca in linea con i principi dello Stato che la ospita. Questo il percorso di trasformazione che lo Ior, la banca vaticana, prova ad intraprendere. E il primo passo, in effetti, è di quelli importanti. 

Domani primo ottobre, sul sito dello Ior comparirà il bilancio, punto per punto, della banca "della Chiesa". Una svolta che arriva a poco più di sei mesi dall'elezione di Jorge Mario Bergoglio che, in più di un'occasione, aveva "punzecchiato" l'istituto. 

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La data è cerchiata di rosso sul calendario perché si tratta di una prima volta storica: dopo anni e anni di attività, infatti, sarà possibile finalmente conoscere lo "stato di salute" della banca. E, dalle prime indiscrezioni che circolano, lo Ior sembra godere di ottima salute. 

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Il bilancio che sarà pubblicato, quello di chiusura delle attività del 2012, sembra infatti presentare un bel segno più davanti: un netto di 86,6 milioni di euro e ricavi quadruplicati rispetto all'utile del 2011. 

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Ma i numeri da record non finiscono qua. Nell'ultimo anno, lo Ior ha avuto quasi 19mila clienti e 114 dipendenti contribuendo con 55 milioni di euro al bilancio complessivo del Vaticano. Ancora: 6,3 miliardi di beni di terzi in gestione per un totale di 3,2 miliardi di portafogli gestiti e 3,1 miliardi di depositi. Per uno Stato che "misura" appena 0,44 chilometri quadrati, niente male. 

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