Domenica, 14 Luglio 2024
Il punto / Firenze

Bimba scomparsa: il giallo della telefonata e il Dna prelevato da uno spazzolino

Proseguono le indagini per trovare la piccola Kata. Nelle scorse ore c'è stato un sopralluogo della scientifica nell'ex hotel occupato. Molte le ipotesi, nessuna certezza: della bambina non c'è traccia

Alla madre della piccola Kata, la bimba scomparsa sabato scorso da Firenze, è arrivata l'ennesima telefonata inquietante: come riporta FirenzeToday, la donna avrebbe sentito il pianto di una bambina. Non si sa, ovviamente, se sia quello di Kata. I dubbi però non sono pochi: potrebbe essere un messaggio recapitato dai rapitori, ma anche il gesto di qualche mitomane.

Sia la donna che il compagno, Miguel Angel Romero Chicclo, ieri sono nuovamente stati ascoltati, in procura, dai pm titolari dell'indagine, Christine Von Borries della dda e Giuseppe Ledda, coordinati dal procuratore aggiunto Luca Tescaroli, dopo che la sera precedente, alle telecamere di Chi l'ha visto, avevano parlato di "un'operazione pianificata".

Le indagini proseguono sul filone del sequestro a scopo di estorsione. L'attenzione è concentrata sul vero e proprio 'racket' che, ormai pare assodato, vigeva all'interno dell'ex hotel Astor (in cui viveva la famiglia di Kata) per avere una stanza: se ne poteva comprare una con bagno a 1.200 euro, senza ad 800. Queste le cifre che girano. Ieri sera il padre e la madre sono stati trasferiti in un luogo di accoglienza messo a disposizione dal Comune, luogo non reso noto, per motivi di sicurezza.

Prelevato il Dna della bimba

Intanto i carabinieri del nucleo scientifico sono tornati all'interno della struttura per prelevare lo spazzolino da denti della bambina da cui verrà estratto il Dna. Potrebbe essere necessario per fare delle comparazioni, ma al momento non si sa se dalle indagini siano emersi elementi nuovi. Certo è che la bambina non si trova. Oggi, venerdì, alle 15, saranno sei giorni esatti dalla scomparsa.

Kata è stata vista per l'ultima volta proprio alle 15:01 di sabato 10 giugno, ripresa dalle immagini di un telecamera  della gioielleria di via Boccherini, sull'altro lato della strada rispetto al lato dove è situato un ingresso dell'ex hotel Astor. Nelle immagini si vede la bambina, di cinque anni, che si allontana dal gruppo del fratellino e poi rientra, come riferito dagli inquirenti, nello stabile occupato.

L'ultima immagine di Kata

Le ipotesi e le domande senza risposta

Se la bimba fosse stata rapita, com'è possibile che qualcuno sia riuscito a portarla via dall'ex hotel senza destare sospetti? L'ipotesi riportata oggi da alcuni giornali è che sia stata nascosta in un trolley o un borsone poi caricato su un'automobile. Il trolley potrebbe essere stato "parcheggiato" per un po' nei locali del condominio vicino, dove martedì si erano concentrati i controlli. Ma si tratta di una mera supposizione.

Un'altra pista porterebbe in Germania. Qui si troverebbe la piccola, secondo un messaggio rilasciato da un utente che ha commentato la diretta video su Facebook della manifestazione che si è tenuta oggi 15 giugno in piazza Duomo a Firenze, per chiedere la liberazione di Kata. "Sono con lei ora in Germania. Se hai bisogno scrivimi in privato". A darne notizia una portavoce della comunità peruviana che stava filmando l'iniziativa. Il commento è poi stato cancellato. L'ipotesi che la bambina si trovi in Germania è invero piuttosto debole: la riportiamo per dovere di cronaca. 

Dalle indagini trapela poco. La pista privilegiata degli inquirenti è sempre la stessa, ovvero quella della faida interna all'ex hotel occupato che vedrebbe contrapposte tre fazioni: due di peruviani, di cui una vicina alla famiglia di Kata e una di romeni. Una guerra che s'inserirebbe nell'ambito di un racket che prevederebbe il pagamento di una somma in denaro per alloggiare nella struttura. La bimba è stata rapita per fare un dispetto ai suoi genitori? E chi potrebbe averla portata via? Domande che restano per ora senza risposta. 

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