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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Il Caso

Bimbi ricchi e bimbi poveri: la scuola ai tempi della crisi

Sempre più bambini sono costretti a mangiare da soli lontani dalle mense. Nasce "Adotta un bambino a mensa": perché "non esistono figli di furbi che non pagano le tasse, ma solo vittime della crisi"

ROMA - Bimbi divisi in gruppi: "poveri" e "ricchi". Bambini che possono entrare in mensa, altri che sono costretti a mangiare nella stessa aula dove seguono le lezioni. Gli effetti della crisi, magari non solo economica, si fanno sentire anche a scuola dove sono sempre più frequenti i casi di "discriminazione". A fare da apripista, in questo senso, era stata la scuola comunale di Vigevano dove il sindaco Andrea Sala, Lega Nord, aveva disposto l'esclusione di alcuni bambini dal servizio di ristorazione scolastica. 

Quale la colpa di questi bimbi? I loro genitori non avevano abbastanza soldi per pagare la retta e così sono costretti, da inizio anno, a mangiare un panino, un frutto e una bottiglietta d'acqua in aula. Situazione simile a Legnano dove il costo medio del pasto giornaliero è arrivato a 6,15 euro per i residenti e 6,50 euro per i non residenti: un costo evidentemente proibitivo per alcune famiglie che sono costrette a fare mangiare i loro figli nel giardino della scuola. 

Ed è proprio da Legnano che è partita la "rivolta" sul web: un'azione immediatamente seguita dall'associazione vigevanese, "L'articolo tre vale anche per me", che ha lanciato l'inizativa "Adotta un bambino a mensa". Una sorta di adozione a distanza zero con lo scopo di sostenere quelle famiglie che, per gravi motivi economici, non riescono a pagare la retta della mensa dei loro bambini. 

"Con 'Adotta un bambino a mensa' bastano tre euro e 62 centesimi al giorno, che in un anno sono 550 - spiegano i promotori dell'iniziativa - per sostenere il pranzo dei 403 ragazzini della scuola di Vigevano al momento esclusi dal servizio di ristorazione. L'invito ad acquistare il buono pasto è rivolto a chiunque possa farsi carico della spesa, dai singoli agli enti, dai gruppi alle parrocchie. 

Lo spirito che guida l'iniziativa è abbastanza semplice da comprendere e si richiama all'articolo della Costituzione: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge". L'obiettivo è uno: "Affermare che non esistono figli di furbi che non pagano le tasse, ma solo vittime della crisi". In primo luogo, bambini. 

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