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Sabato, 4 Febbraio 2023
Il caso / Imperia

Bimbo ferito a Ventimiglia: le lesioni più gravi non sono state causate da percosse

Il piccolo era stato trovato in gravi condizioni la mattina dello scorso 19 dicembre. Secondo quanto emerso dalle indagini le ferite che hanno determinato il pericolo di vita non sono da ricondurre a maltrattamenti. La Procura: "Un apporto deciso potrà darlo il minore, ma al momento le sue condizioni non lo consentono"

"Gli accertamenti sinora effettuati (...) in ordine alla produzione delle più gravi lesioni riportate dal minore e che ne hanno determinato il pericolo di vita, non paiono ricondurre dette lesioni a condotte volontarie di percosse o maltrattamento; il che ovviamente non esclude in radice che condotte lesive volontarie possano essersi realizzate in epoca antecedente, tema investigativo questo in fase di approfondimento sul quale non è possibile allo stato formulare alcuna anticipazione". È quanto si legge in una nota del procuratore di Imperia Alberto Lari in merito al caso del bambino soccorso con "gravi lesioni" il 19 dicembre scorso a Ventimiglia. 

Il bambino era stato affidato alla nonna e al compagno di lei, ma secondo la versione dei due anziani sarebbe sfuggito al loro controllo per essere poi ritrovato, pieno di ferite, in un cortile in via Gallardi, dietro l'abitazione della nonna paterna. In un primo momento si era ipotizzato che il bambino fosse stato investito da un'auto pirata, ma con il passare dei giorni questa pista è sembrata via via meno concreta. Anche perché nel lasso di tempo indicato le telecamere della zona non avevano rilevato il passaggio di mezzi. Il chiarimento della Procura rende però poco credibile anche l'ipotesi che il bimbo sia stato picchiato: anzi, le indagini svolte fin qui sembrano escludere l'ipotesi che le lesioni più gravi siano dovute a maltrattamenti subiti dal bambino. 

Nella nota il procuratore aggiunge che "un apporto decisivo per l'accertamento dei fatti, com'è ampiamente prevedibile, potrà essere fornito" dallo stesso minore, "le cui condizioni di salute, per quanto nettamente migliorate, non consentono al momento di poterlo esaminare sui fatti stessi con quel grado di attendibilità, tendenzialmente scevra da qualsiasi tipo di condizionamento esterno, auspicabile".

"Si è dell'avviso - su legge ancora - quindi che una responsabile attenuazione dell'interesse mediatico sulla vicenda, obbiettivamente da ridimensionare rispetto all'enfasi inizialmente data, grazie anche alla evoluzione estremamente positiva delle condizioni fisiche del minore, non potrà che procurare giovamento al sereno svolgimento delle indagini in vista dell'accertamento della verità".

Il procuratore sottolinea poi che "in considerazione della sensibile rilevanza mediatica che ha assunto la vicenda, attualmente all'attento vaglio investigativo di quest'ufficio" e in considerazione della "molteplicità di ricostruzioni congetturali, talune destituite di qualsiasi serio fondamento" si ritiene "pur nel rispetto del segreto di indagine, di dover indicare alcuni elementi attualmente acquisiti con ragionevole attendibilità, onde disincentivare rappresentazioni decisamente fuorvianti degli eventi. Ciò anche al fine di far cessare la costante diffusione mediatica di immagini dei luoghi privati e delle persone coinvolte (persino dei minori), situazione che può concretamente pregiudicare la genuinità dell'acquisizione delle prove".

La versione del compagno della nonna

Il compagno della nonna sarebbe indagato per lesioni (insieme alla donna), ma si è sempre detto innocente. E le ultime novità emerse dalle indagini confermano che le lesioni più gravi non sono state causate da maltrattamenti, anche se sull'accaduto bisogna ancora fare luce.  

Questa la ricostruzione dei fatti fornita dall'uomo: "Io ero chiuso in una stanza, perché stavo facendo dei lavori dietro alla porta. Il bambino era nel suo letto e la nonna gli ha detto 'amore vieni a mangiare' e visto che non ci rispondeva è andata a chiamarlo e non l'abbiamo trovato. Non sappiamo cosa è successo. Io ho detto quello che sapevo e basta".

Secondo le notizie che erano state inizialmente riportate dai media, il bambino sarebbe stato picchiato con un bastone per la tenda. Alle accuse l’uomo risponde spiegando: "Mi è caduta la tenda mentre la mettevo a posto, ma non ho picchiato il bambino. Non l'ho mai toccato questo bambino, l'ho cresciuto io, come faccio a fare del male a questa creatura? Questo bambino era la mia vita e tutti lo sanno". 

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