Mercoledì, 21 Aprile 2021

Camomilla per curare l'otite: il caso del piccolo Francesco, morto a sette anni

Genitori condannati a tre mesi di carcere. Il 24 settembre si aprirà il processo nei confronti dell'omeopata che aveva sconsigliato l'uso di antibiotici. Secondo i giudici neppure la fiducia riposta nel medico avrebbe però dovuto "escludere un residuo obbligo di protezione nei confronti del minore"

Foto di repertorio

Emergono nuovi dettagli sul caso del piccolo Francesco, il bambino di 7 anni morto il 27 maggio di due anni fa all’ospedale di Ancona per una otite curata con l'omeopatia. Il Corriere della Sera ha riportato oggi alcuni stralci delle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 6 giugno il gip Paola Moscaroli ha condannato a tre mesi di carcere i genitori del bimbo per "non aver esercitato l’obbligo di protezione nei confronti del figlio". 

I due si erano affidati alle cure di Massimiliano Mecozzi, medico specializzato in omeopatia, che aveva consigliato prodotti omeopatici invece degli antibiotici per lenire l'otite del bambino poi degenerata in una encefalite. Il processo nei confronti del medico, per il quale si procederà con rito ordinario poiché non ha fatto richieste di riti alternativi, si aprirà il prossimo 24 settembre. 

L’omeopata avrebbe sconsigliato la terapia antibiotica e prescritto invece solo rimedi naturali: "Camomilla, Gelsemium, Hipericum e altre piante antinfiammatorie". Una terapia che il medico ha portato avanti nonostante le condizioni del bimbo peggiorassero giorno dopo giorno.

Diversi, scrive il Corriere, i colloqui (quasi sempre telefonici) tra i genitori e lo specialista. Quasi sempre però Mecozzi rispondeva che il piccolo stava guarendo. Eppure il bambino era inappente, aveva la febbre fissa oltre i 39 gradi ed era spesso addormentato. Tutti segnali che secondo i giudici avrebbe dovuto allarmare i genitori. E neppure la fiducia riposta nel medico avrebbe dovuto "escludere un residuo obbligo di protezione nei confronti del minore".

I giudici contestano ai genitori anche la scelta "inadeguata e imprudente" di rivolgersi ad un omeopata "come unica figura di riferimento nonostante la rigidità del professionista nell’approccio all’uso di terapie vaccinali e antibiotiche". I due insomma avrebbero dovuto rivolgersi ad un altro pediatra. 

I difensori hanno preannunciato che ricorreranno in appello contro la condanna dopo aver letto le motivazioni della sentenza. 

La posizione del medico

Tra due settimane si aprirà invece il processo a carico di Mecozzi. Secondo quanto dichiarato dal legale dell’uomo all’indomani dei fatti, a un certo punto l’omeopata avrebbe consigliato ai genitori di seguire un'altra via e affidarsi ai medici dell’ospedale di Ancona. C'è stato "un momento in cui il medico ha suggerito e consigliato ai genitori di seguire un'altra via quale quella di recarsi al Pronto Soccorso. Credo quindi che tutto sara' chiarito nei dovuti termini e nelle dovute sedi". Queste le parole pronunciate dall'avvocato Vincenzo Carella pochi giorni dopo la morte del bimbo.

Diversa la versione della famiglia del piccolo Francesco: "Il medico aveva spaventato mia figlia e il marito" accusa il nonno. "Erano come paralizzati dalla paura". A fare chiarezza sulla vicenda ci penserà la magistratura. 

Le accuse: Il medico aveva spaventato mia figlia e il marito

I genitori del bimbo avevano dato il consenso per donare gli organi??

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