Lunedì, 26 Luglio 2021
Isis

"E' lui": mamma riconosce il figlio di tre anni tra i miliziani di Isis

Il piccolo è stato portato via da Belluno dal padre, che a novembre scorso ha deciso di arruolarsi con i miliziani di Isis. La donna ha riconosciuto suo figlio in una foto: "Riportatelo da me"

ROMA - I capelli, corti e biondi, sembrano i suoi. Gli occhi, grandi e scuri, sembrano i suoi. La pelle, le labbra e l'espressione spaesata tipica di quell'età sembrano le sue. Lidia Solana Herrera non ha dubbi. Gliel'ha detto il cuore, che quando ha visto quella foto "ha cominciato a battere più forte". "Credo proprio sia mio figlio", si è convinta. E la convinzione ha un perché, una giustificazione: suo figlio, Ismail, tre anni, è stato portato via dal padre da Belluno per arruolarsi nell'Isis. E quel bimbo che gioca a fare il miliziano per volere di qualcuno è prorpio nelle fila dei jihadisti del Califfo. Quel bimbo, travestito da combattente, sembra proprio suo figlio. 

Intervistata giovedì da AnnoUno, su La7 , Lidia ha riconosciuto il suo Ismail in un’immagine un po’ sfuocata diffusa via Internet da un sito jihadista. Il piccolo indossa una felpa nera col cappuccio e ha sulla fronte la fascia dei combattenti dell’Isis. In altre immagini, imbraccia un mitra o "cavalca" una moto insieme a un miliziano. Lì, tra la guerra e le atrocità, secondo il drammatico racconto della donna, lo avrebbe portato suo padre, ismar Mesinovic. 

A novembre dell'anno scorso l'uomo ha lasciato sua moglie, il suo lavoro da imbianchino, e la sua vita a Longarone - nel bellunese - per diventare un miliziano. Al suo bambino, aveva deciso Ismar, sarebbe toccata la stessa sorte. Qualche mese dopo il rapimento e la fuga, da Internet è venuta a galla una fotografia che mostrava l’ex imbianchino morto. Una sorte confermata soltanto qualche messaggio, recapitato dai parenti bosniaci di Ismar, per far sapere a Lidia che il piccolo sta bene, nonostante la morte del papà. 

L’ultimo sms, racconta il "Corriere della Sera", è arrivato mercoledì scorso. A scrivere, un amico macedone di Ismar, Munifer Kalameleski, che come lui ha lasciato la provincia di Belluno per unirsi ai combattenti. "Ismail sta bene": ancora una volta lo stesso messaggio, ancora una volta nulla più sulla sorte del bimbo. 

Qualcosa in più, adesso, stanno cercando di scoprire i carabinieri del Ros di Padova, che indagano sulla rete dei reclutatori della jihad in Veneto. Il messaggio, così come le foto dalle quali Lidia ha riconosciuto suo figlio, vengono verificate e controllate. Gli stessi agenti ritengono "più che verosimile" che quello tra i miliziani sia lo stesso bimbo rapito a novembre scorso a Belluno. E sua madre, ora ha soltanto una richiesta: "Vi prego, riportatelo da me". 

BIMBO ISIS (FOTO FACEBOOK)-2

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