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I due "angeli custodi" della metro di Milano: "Così abbiamo salvato il bimbo sui binari"

 

Le loro vite, e non poteva essere altrimenti, si sono incrociate un'altra volta sulla banchina di una metropolitana. Quella stessa banchina dove martedì - insieme, senza mai conoscersi - hanno salvato un bimbo di due anni: lei con il senso del dovere e la prontezza di riflessi, lui con il coraggio e la forza. 

Il miracolo della metro di Milano ha i volti sorridenti, e ancora emozionati, di Lorenzo Pianazza - studente milanese di diciotto anni - e di Claudia Flora Castellano, trentaduenne dipendete di Atm soltanto da qualche mese.  I due, mercoledì mattina, si sono incontrati proprio sulla M3, in quella fermata che è diventata teatro della loro bella storia. 

Martedì, infatti, il diciottenne non ha atteso un solo secondo quando ha visto un bimbo di due anni e mezzo "volare" sui binari di Repubblica: si è "calato", lo ha tratto in salvo e lo ha messo tra le braccia di sua mamma, riuscendo a recuperare anche i giocattoli del piccolo Mohamed

"È il minimo aiutare un bambino, ci mancherebbe - dice minimizzando la sua piccola impresa, Lorenzo, che sogna di entrare nelle forze dell'ordine -. Solo il pensiero di vederlo schiacciato sotto un treno era orribile e mi sono detto «Se c'è la possibilità, provaci» e ho agito d'istinto - racconta ancora lo studente, che mercoledì ha ricevuto la telefonata del sindaco Sala -. La cosa più difficile è che il tabellone segnalava una metro in arrivo in un minuto, quindi sapevo di avere poco tempo". 

A bloccare la metro, però, ci aveva già pensato Claudia, che dall'estate scorsa indossa la divisa di Atm e lavora come agente di stazione. Appena si è accorta che il piccolo era caduto sui binari, ha tolto il segnale alla linea e ha di fatto fermato il treno che era appena partito da Centrale.

"Sono riuscita a eseguire tutta la procedura aziendale - le parole dell'agente, evidentemente e giustamente orgogliosa -.  Poi ho visto il ragazzo dello zainetto che prendeva il bimbo e lo dava alla madre. È stata una bella sensazione - conclude - aver salvato la vita a un bambino". 

Ed è proprio quello che hanno fatto lei e Lorenzo. 

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