Venerdì, 22 Ottobre 2021
Il fatto / Perugia

Bimbo ucciso a Città della Pieve: la foto inviata al padre sui social

La madre è stata fermata per omicidio volontario. Secondo chi indaga avrebbe fornito "versioni confuse e contraddittorie". L'omicidio in provincia di Perugia

Si chiama Erzsebet Bradacs la donna ungherese di 44 anni fermata a Perugia con l'accusa di omicidio volontario aggravato nei confronti del figlio di 2 anni. Il decesso del bambino è avvenuto ieri a Po' Bandino, frazione di Città della Pieve. La madre sarebbe entrata in un supermercato portando in braccio il piccolo già privo di vita. Poi lo avrebbe adagiato sul rullo trasportatore per le merci alla cassa ed avrebbe chiesto in totale stato di confusione di essere aiutata.

Per la 44enne è scattato il decreto di fermo del pm di turno. La misura, si legge in una nota del procuratore capo Raffaele Cantone, "si è resa necessaria visti i numerosi e significativi elementi emersi nelle immediate investigazioni avviate a seguito dei fatti. La mole degli indizi raccolti propende, infatti, per una presunta responsabilità della madre, una 44enne di nazionalità ungherese, la quale sarebbe l'unica ad aver trascorso le ore antecedenti all'evento delittuoso con il piccolo". 

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Le indagini sul bimbo morto a Città della Pieve

Secondo la ricostruzione accusatoria gli elementi a carico della donna vanno ricercati nei "filmati estrapolati dalle telecamere della zona, sia da altri elementi raccolti anche di natura dichiarativa raccolti". Fra questi anche gli elementi emersi dalle ricerche "nell'area antistante il supermercato dove è stato portato il bambino, sono state rinvenuti numerosi oggetti appartenuti ad entrambi; in primo luogo, il passeggino, tra l'altro sporco di macchie al momento non meglio identificate che potrebbero essere di sangue, alcuni giocattoli, tra cui un peluche, un pannolino usato, e tracce di alimenti" prosegue la nota.

Definiti "significativi" gli oggetti "rinvenuti nelle pertinenze di un casolare abbandonato nelle vicinanze; lì sono stati raccolti altri giocattoli, sempre di probabile appartenenza del piccolo, oltre ad una maglietta sporca di sangue con dei tagli sulla parte anteriore ed una felpa della madre".

Il giallo della foto inviata al padre 

Agghiacciante il particolare della foto "ritraente il bambino insanguinato trasmessa molto presumibilmente dalla donna al padre del piccolo in Ungheria, tramite una piattaforma social che, alla vista della tragica immagine ha allertato tutte le autorità competenti". Contro la donna dunque ci sarebbero filmati e testimonianze. Nel corso dell'interrogatorio la 44enne avrebbe inoltre fornito "versioni confuse e contraddittorie che hanno corroborato il quadro indiziario e hanno ulteriormente fatto propendere per l'emissione del decreto di fermo".

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