Sabato, 16 Ottobre 2021
Le indagini / Perugia

Bimbo ucciso a Città della Pieve: la versione della madre e gli indizi contro di lei

La donna avrebbe prima riferito di essere stata aggredita da uno sconosciuto e poi di aver trovato il bambino già ferito nel passeggino. Ricostruzioni contrastanti che non hanno convinto gli inquirenti

Tutti gli indizi raccolti, in meno di 24 ore, portano a lei come responsabile dell'omicidio del figlio di 2 anni, ferito a morte da diversi colpi di lama al torace e al collo. Per questo la Procura della Repubblica di Perugia, guidata dal magistrato Cantone, su richiesta del Pm Manuela Comidi, ha messo nei confronti della mamma della vittima - 44 anni, senza fissa dimora, di passaporto ungherese - un decreto di fermo con l’imputazione di omicidio volontario aggravato.

La donna aveva portato - in cerca di aiuto - il corpo privo di vita di Alex - questo il nome del piccolo - in un centro commerciale a Po' Bandino (Città della Pieve), adagiandolo  sul rullo trasportatore di una cassa. La Procura, dopo i riscontri dei Carabinieri, ha spiegato che tutta la mole degli indizi raccolti propende per una presunta responsabilità della madre, una 44enne di nazionalità ungherese, la quale sarebbe l’unica ad aver trascorso le ore antecedenti all'evento delittuoso con il piccolo. Non c'è traccia, non c'è riscontro di una figura terza.

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Bimbo ucciso a Città della Pieve: cosa avrebbe detto la donna agli inquirenti

La donna non ha risposto alle domande del Pm questa mattina anche se qualcosa, secondo il suo legale Enrico Renzoni, ha riferito seppur in maniera confusa e contraddittoria: ovvero che lei non ha ucciso il piccolo e che ha ritrovato il corpo già agonizzante per le coltellate subite.

In verità, secondo quanto appreso sul campo da Today.it, seppur in stato di choc la 44enne, subito dopo il dramma, ha riferito prima di essere stata aggredita da uno sconosciuto; poi questa mattina avrebbe sostenuto la tesi che si "era allontanata dal figlio lasciandolo sul passeggino per andare a recuperare un giocattolo e al suo ritorno lo avrebbe trovato già ferito". E' chiaro il richiamo ad una fantomatica persona sconosciuta, autore del delitto, di cui però al momento non c'è traccia. 

Gli indizi contro la mamma del bimbo e il luogo del delitto

Tutto porta verso la mamma di Alex, fino a prova contraria, compreso uno stranissimo episodio verificato dagli inquirenti: l’invio di una foto ritraente il bambino insanguinato al padre - che si trova in Ungheria - tramite una piattaforma social, i cui amministratori alla vista della tragica immagina ha allertato tutte le Autorità competenti. Ci sono filmati e reperti che ribadiscono la continua ed esclusiva presenza della donna con il bimbo.

Prende sempre più piede inoltre l'ipotesi che l'omicidio si sia consumato in un casolare abbandonato a poche decine di metri dal supermercato: qui sono stati ritrovati giocattoli, sempre di probabile appartenenza del piccolo, oltre ad una maglietta sporca di sangue con dei tagli sulla parte anteriore ed una felpa della madre. Alcune testimonianze indicano anche lo strano comportamento, molto brusco, della donna nei confronti del figlio tanto che alcuni passanti avrebbero avvertito le forze dell'ordine. Ma su questo elemento non c'è ancora la conferma dell'Arma. 

L'avvocato della donna: "Si era allontanata per prendere un giocattolo: poi ha trovato il bimbo ferito"

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