Sabato, 19 Giugno 2021
La sentenza / Milano

Bimbo di due anni torturato e ucciso: il padre condannato all'ergastolo

Il tribunale di Milano ha emesso la sentenza nei confronti del 26enne Alijca Hrustic, che nella notte del 22 maggio 2019 uccise il figlioletto in casa

Alijca Hrustic (Foto da MilanoToday)

Il 26enne Alijca Hrustic, di origine croata, è stato condannato all'ergastolo, con isolamento diurno di nove mesi, per aver torturato e ucciso, la notte del 22 maggio 2019, il figlioletto di soli due anni, nella loro casa a Milano. I giudici della prima corte d'Assise di Milano, presieduta da Ilio Mannucci Pacini, hanno accolto le richieste del pm Giovanna Cavalleri, ritenendo l'uomo colpevole dei reati, inclusa la tortura. E' stato  invece assolto dall'accusa di maltrattamenti nei confronti delle due  figlie minori, riconosciuti solo nei confronti della moglie. Proprio alla moglie e alle figlie, parti civili nel processo, il 26enne dovrà  corrispondere risarcimenti per circa 300mila euro. Una volta espiata la pena, infine, verrà espulso dall'Italia. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Il primo a commentare la sentenza è stato Giuseppe De Lalla, legale difensore di Alijca Hrustic: "Mi aspettavo sicuramente una pena  importante, ma non l'ergastolo. Resta il fatto che questa è in ogni caso un'orrenda tragedia. Io  non credo che la linea difensiva abbia mai dato adito a ritenere che io abbia sottovalutato la gravità dell'accaduto, ma francamente non mi aspettavo la condanna per la tortura, così come è stata ricostruita negli atti. Né, quindi, mi aspettavo l'ergastolo. Sembra incredibile, ma speravo in una condanna a 30 anni, che avrei ritenuto più attinente ai fatti così come sono stati ricostruiti negli atti, al di là degli articoli di stampa, che spesso non sono stati fedeli".

"Ora -avverte- aspettiamo le motivazioni e comunque faremo appello". E rimarca: "Questo processo era un po' come un'operazione a cuore aperto per rimuovere un tumore; bisognava stare molto attenti". Certamente c'è da "sottolineare che la vita di questo bambino è stata una via crucis fino alla fine, ha materialmente avuto le stimate. Io -dice il legale- non ho il dono della fede, ma mi sento comunque di fare questi parallelismo". Tuttavia, "l'applicazione del diritto a volte è impopolare. E secondo me in un caso come questo si doveva avere molto molto coraggio per applicarlo correttamente".

La ricostruzione: ''Un'escalation di violenze''

Chiedendo la condanna all'ergastolo, il pm di Milano Giovanna Cavalleri aveva ricostruito quella terribile notte di violenze. "Quel colpo alla testa è l'ultimo atto di una notte di sevizie". Il corpo senza vita analizzato dai medici legali parla e racconta "un'escalation di violenze": non c'è solo il colpo mortale alla testa, ma qualcosa di "incomprensibile all'animo umano": il piccolo "ha ecchimosi al volto, al tronco e agli arti inferiori, ci sono fratture diverse, ci sono morsicature tutte realizzate quella notte, bruciature da sigarette, ci sono 51 lesioni differenziate, 51 colpi uno separato dall'altro e poi quella frattura alla testa, incompatibile con una caduta, con cui si voleva cagionare la morte".

La notte del 21 maggio, secondo quanto ricostruito dalla testimonianza della coppia il 26enne sveglia il piccolo, lo porta in salone e quando lei si sveglia "sento un rumore di pugni come se picchia qualcosa, il bimbo era in salotto, era sporco. Lui gli dava dei pugni nella schiena, lo colpiva con dei calci, io dicevo picchia me e non il mio bambino. Non respirava più, gli ho fatto la respirazione ma niente".

La difesa: ''Non voleva ucciderlo''

''Il bambino è morto perché l'ha picchiato, ma l'imputato non voleva ucciderlo.''. Cosi l'avvocato Giuseppe De Lalla, difensore di Alijca Hrustic, aveva chiesto di riqualificare il reato del quale è imputato il suo assistito, da omicidio volontario in omicidio preterintenzionale.

Nella sua arringa al processo davanti alla Corte d'Assise di Milano, De Lalla spiega: ''I motivi del suo gesto non li conosciamo; pannolino sporco sì, pannolino sporco no , ma qualcosa deve essere successo; qualcosa di più profondo''. Il fatto, osserva, è che ''la lesione mortale è compatibile con una caduta dall'alto; tutte le altre lesioni sono coeve al decesso e non sono mortali''. Per questo Hrustic meriterebbe le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti.

Del resto, l'uomo ''è incensurato e fino a quel momento è stato un buon padre, nei limiti delle sue condizioni''. Inoltre ''qualcosa ha riferito rispetto al delitto''. E poi ''consideriamo sempre che ha dei problemi di tipo psicologico e cognitivo''. E dunque ''deve essere assolto dalla tortura, e anche dai maltrattamenti aggravati nei confronti della moglie e delle altre due figliolette''. 

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