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Domenica, 26 Maggio 2024
Aperto un fascicolo / Salerno

Bimbo di un anno ucciso da due pitbull: la mamma e altre 4 persone indagate per omicidio colposo

Per la morte del piccolo Francesco Pio gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati 5 persone: tra loro la madre e gli zii del piccolo, oltre alla proprietaria dei cani. L'accusa è di omicidio colposo per omessa custodia

Per la morte del piccolo Francesco Pio, il bambino di appena un anno ucciso da due pitbull lo scorso 22 aprile in località Campolongo ad Eboli, in provincia di Salerno, ci sono ora 5 indagati. I padroni dei due cani, gli zii e la madre del piccolo dovranno rispondere di omicidio colposo per omessa custodia, mentre la procura di Salerno ha fissato per oggi, 24 aprile, l'autopsia sul corpo del bimbo.

Le indagini, coordinate dal pm Giuseppe Borrelli e dal sostituto Alessandro De Vico stanno cercando di fare piena luce sulla dinamica della tragedia, sulla quale rimangono ancora alcuni punti oscuri. 

La dinamica dell'aggressione

I due cani non erano di proprietà della famiglia del piccolo Francesco, ma di alcuni amici che vivono nella stessa palazzina. L'aggressione, descritta come improvvisa e del tutto imprevedibile dai testimoni, è avvenuta nello spiazzo antistante alla villetta dove abita la famiglia del bambino.

Non è chiaro se il piccolo fosse in braccio alla madre o a uno zio quando uno dei pitbull lo ha improvvisamente aggredito, ma entrambi gli adulti sono rimasti feriti nel tentativo di sottrarre il piccolo ai cani: uno dei due pitbull è scattato improvvisamente contro il bimbo e in pochi istanti anche l'altro pitbull si è scatenato. La madre, intervienuta per cercare di strappare il piccolo alla ferocia dei due cani, è rimasta ferita e anche lo zio nella concitazione ha riportato una piccola lesione a un ginocchio.

I soccorsi sono stati allertati immediatamente, ma le ferite riportate dal piccolo Francesco erano apparse da subito gravi e il personale sanitario non ha potuto che constatarne il decesso. 

La zia del piccolo ha smentito la versione secondo cui i cani non erano sorvegliati ed erano soliti circolare liberamente davanti alla casa, fornendo un'ipotesi sul perché del feroce attacco: "I cani erano già chiusi in stanza quando sono arrivata", ha spiegato la zia del bambino. "Non ho neanche visto il piccolo, che era mio nipote. La mamma è mia sorella. Lei mi ha raccontato che i cani l'hanno attaccato direttamente. Non so se fosse in braccio alla mamma o ad altri: c'erano anche i miei due fratelli in casa, forse era in braccio ad uno di loro, credo di sì".

All'origine dell'aggressione, ha affermato parlando alla stampa, potrebbe esserci la mancata familiarità degli animali con il bambino: "Forse i cani hanno pensato che il bambino fosse un pericolo poiché non lo avevano mai visto", ha affermato parlando con la stampa. "I cani non conoscevano il piccolo perché quando lui usciva, venivano chiusi. Forse sono scappati dalla stanza quando lo hanno visto", ha aggiunto la donna. "Erano di una mia amica che abita qui. Noi li conoscevamo, ma non si sono mai buttati addosso a noi".

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I pitbull, che secondo i proprietari e i familiari della piccola vittima non avevano mai mostrato segni di aggressività, sono portati via dal servizio veterinario della Asl di Salerno e chiusi in un canile di Caserta. Il corpicino del piccolo Francesco verrà restituito alla famiglia dopo l'esame autoptico. Nel frattempo, a Eboli è stato indetto il lutto cittadino. La tragedia "lascia sconvolta l'intera comunità", ha commentato il sindaco di Eboli Mario Conte, per il quale l'accaduto "deve essere da monito a chi possiede questi cani che sono purtroppo particolari".

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La vicenda ha riaperto la discussione sulla necessità di regolamentare la detenzione di determinati tipi di cani. "È il trattamento e l'ambiente in cui vivono a determinare il loro comportamento", affermano gli Animalisti Italiani, che suggeriscono l'istituzione di uno speciale "patentino per la detenzione di alcune razze,  come ha fatto per esempio il comune di Milano". Gli inquirenti, che avevano già ipotizzato un titolo di reato, procedono intanto per accertare se l'omessa custodia dei cani in capo ai 5 indagati possa avere avuto un ruolo nella morte del bimbo.

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