Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca Italia

Biotestamento al via ma nei Comuni è caos: il grande assente è il fascicolo elettronico

I registri per raccogliere le disposizioni sul fine vita sono stati attivati in soli 253 Comuni su oltre 8mila: c'è chi consiglia di aspettare mentre è ancora una chimera la nascita di un registro nazionale col rischio caos al momento di urgenza sanitaria

Biotestamento, la possibilità di rilasciare le disposizioni sul fine vita è legge da ieri ma in alcune città la situazione è ancora poco chiara. Non tutte le amministrazioni sono pronte ad accogliere le richieste dei cittadini che già nei prossimi giorni potrebbero presentarsi agli sportelli per consegnare la Dat: c'è chi ha già predisposto uno sportello ad hoc, chi invece attende istruzioni dal Ministero e chi dalla Regione, chi ha trasferito le competenze dall'Urp all'ufficio di Stato civile. 

Secondo gli ultimi dati i registri sono stati attivati in soli 253 Comuni su oltre 8 mila.

Da più parti arriva il consiglio di "aspettare qualche giorno per dare il tempo alla macchina burocratica di organizzarsi. In molte sono le amministrazioni che attendono una circolare dalla Regione "che ci dica cosa fare".

Perché se fatta la legge è presto evidente la mancanza di un vero e proprio registro nazionale

La legge in vigore dispone che chiunque voglia presentare la propria Dat potrà farlo all'ufficio di stato civile del Comune di residenza, senza nessun costo di bollo o imposta. Oppure da un notaio o presso le strutture sanitarie. Il rischio è la nascita di centinaia di registri a cui i cittadini avranno sottoscritto le proprie "intenzioni sul fine vita" ma al momento di un urgenza sanitaria come sarà possibile ritrovare le "dichiarazioni anticipate di trattamento" specialmente se l'interessato si trova fuori dal Comune o dalla Regione di residenza.

La legge approvata prevede infatti solo dei registri regionali e solo con l'ultima manovra di Bilancio due emendamenti avevano previsto lo stanziamento di 2 milioni di euro nel 2018 per la creazione di una banca dati nazionale delle Disposizioni anticipate di trattamento.

L'emendamento prevede che entro 180 giorni dall'entrata in vigore della manovra un decreto del ministero della Salute, previa intesa in Conferenza Stato-Regioni e acquisito il parere del Garante della privacy, definirà le modalità di registrazione delle Dat nella banca dati nazionale.

Insomma: meglio aspettare. Intanto il Consiglio Nazionale del Notariato ha tentato di coprire il buco presentando una prima piattaforma tecnologica per la raccolta delle Dat che "potrà essere condiviso da tutti i notai e altri soggetti qualificati, come le singole aziende sanitarie locali, al fine di rendere immediata la conoscibilità della volontà espressa dal cittadino" pur restando non accessibile al pubblico per motivi di privacy . 

Fatta la legge ancora c'è molto da fare nonostante il testo della normativa risalga ad una battaglia combattuta da almeno 12 anni, quando Luca Coscioni morì di Sla. Il suo nome è diventato quello dell'associazione che più si è battuta per l'approvazione della normativa. 

Il numero dei Testamenti biologici complessivamente dichiarati nei Registri dei 253 comuni che hanno già attivato gli sportelli non è ad oggi noto, ma sono 14mila solo quelli depositati presso l'Associazione Luca Coscioni. A fotografare la situazione è la stessa associazione, sottolineando come i Registri al momento operativi siano in grado di raggiungere un bacino di circa 12 milioni di cittadini.

Il podio delle regioni con più registri attivi è occupato da Emilia-Romagna (oltre 40), Toscana (30) e Lombardia (17). Il Registro è stato attivato anche in una intera Regione (il Friuli Venezia Giulia). A Milano, ha aperto lo sportello del Comune dove è possibile consegnare le Dat: "858 gli atti notori riguardanti la dichiarazione di volontà sui trattamenti sanitari e di fine vita già depositati. A Napoli, invece, il Comune si è dotato di un Registro dal 2014 e ad oggi sono 22 le trascrizioni depositate. A Torino il Registro è del 2011 e gli iscritti sono 837.

Biotestamento, ecco come scriverlo aspettando il registro nazionale

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