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Domenica, 29 Gennaio 2023
Cronaca Milano

Blue Whale, tutt'altro che un gioco: ragazzina finisce a processo

Rinviata a giudizio una 23enne milanese: è il primo caso nella città meneghina che finisce a processo. Avrebbe costretto una ragazzina di 12 anni a compiere atti di autolesionismo con la scusa di volerla "curare"

Una 23enne milanese è finita a processo per atti persecutori aggravati e violenza privata: secondo l'accusa avrebbe adescato sui social network una ragazzina di 12 anni (ora 14enne) costringendola ad autoinfliggersi alcuni tagli sul corpo e a spedirle poi le foto che immortalavano.

Il giudice per l'udienza preliminare Anna Magelli ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio depositata dal pubblico ministero Cristian Barilli, titolare del fascicolo sui casi di autolesionismo legati al fenomeno del "Blue Whale", il gioco della morte sul web che prevede 50 prove di coraggio, via via sempre più dure, fino all'epilogo suicidio con un salto nel vuoto da tetto di un edificio.

Il processo alla 23enne è il primo che coinvolge la città meneghina e prenderà il via il 16 aprile. Tra le altre aggravanti contestate all'imputata, anche quella di aver agito "avvalendosi della forza intimidatrice derivante da un'associazione segreta" composta, appunto, dai "curatori del cosiddetto Blue Whale Challenge".

Che cos'è la Blue Whale challenge

Come ricostruito dal pm nel maggio 2017 la 23enne, anche grazie alla complicità di un 17enne russo, si sarebbe spacciata come "curatore" della cosiddetta "Blue Whale challenge" e, dopo aver adescato la minorenne attraverso Facebook e Instagram, l'avrebbe obbligata a "plurimi atti di autolesionismo".

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Le minacce prevedevano frasi come: "se sei pronta a diventare una balena inciditi 'yes' sulla gamba, se non lo sei tagliati molte volte per autopunirti", oppure "ti punisco, non deve passare così tanto tempo". E ancora: "Prendi il rasoio, ora ti fai un taglio sotto il piede sinistro e sotto il piede destro, un taglio sul palmo della mano destra e un altro sul palmo della mano sinistra e mi invii le foto".

La ragazzina non sarebbe l'unica vittima. Gli investigatori non sarebbero infatti riusciti ad identificare altre vittime della 23enne che sarebbero stati costretti "a praticare atti di autolesionismo".

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