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Martedì, 9 Agosto 2022
Giustizia

Legge Fini-Giovanardi incostituzionale: ecco cosa accadrà

La consulta la 'boccia' ma ancora non sono uscite le motivazioni della sentenza. Intanto diverse sono state le reazioni di chi in questi anni si è battuto contro una legge 'carcerogena'

La Corte Costituzionale boccia la Fini-Giovanardi, la legge 'carcerogena' contro cui hanno puntato il dito associazioni anti-proibizioniste ma anche realtà che lavorano nel mondo delle carceri.

Uno studio del Centro Nazionale di Ricerca curato da Sabrina Molinaro, aveva mostrato nei mesi scorsi che senza questa legge ben il 14% della popolazione carceraria sarebbe libera. Intanto si attendono le motivazioni della sentenza che potrebbe molto probabilmente non avere valore retroattivo per chi è stato condannato con un giudizio definitivo.

Prospettive nuove invece si aprono per chi ha ancora il processo in corso e potrebbe, grazie al ritorno della Iervolino-Vassalli, evitare la detenzione. "Per noi era incostituzionale da tempo e spesso abbiamo sottolineato come molte persone con questa legge ci abbiano rimesso la vita - ci spiega Marco Furfaro di Sel - il proibizionismo di questa legge cancerogena ha causato troppe vittime e ha favorito il narcotraffico e le associazioni a delinquere. Mettere sullo stesso piano droghe leggere e pesanti sul piano legislativo significa anche favorire spaccio e diffusione delle droghe pesanti. Tenendo in conto il periodo di crisi si sono dati in pasto alle mafie chissà quanti giovani".

Anche dal Pd arrivano commenti positivi: "Adesso ci vuole una buona legge: si torna a pene più miti, a una distinzione tra le sostanze stupefacenti e a una valutazione appropriata delle singole condotte. Ma non basta, bisogna aprire una discussione pubblica sul futuro delle politiche sulle droghe anche da noi" afferma Fausto Raciti, deputato Pd e segretario dei Giovani Democratici che invita tutte le realtà che di occupano della tematica alla conferenza nazionale sulle droghe che si terrà a Genova nel nome di Don Andrea Gallo, che durante la sua vita politica si era spesso e fermamente pronunciato contro il proibizionismo sulle droghe.

Ma se la Fini-Giovanardi è stata bocciata, per chi si sta battendo per la totale depenalizzazione dell'uso personale di marijuana ancora c'è da lavorare: "Ci siamo opposti a questa legge prima che venisse approvata, nel 2003 quando Fini la presentò a Vienna. Ci batteremo anche dopo la decisione della Consulta, perché non è finita: oggi per noi è come un nuovo 25 aprile ma dobbiamo continuare a lottare per desanzionamento e depenalizzazione totale. Per questo siamo pronti per portare avanti altre mobilitazioni" ci spiega Alessandro Mefisto Buccolieri della campagna 'Illegale è la Legge' che sabato 8 febbraio è scesa in piazza a Roma con una manifestazione nazionale proprio in vista del pronunciamento della Consulta.

Ma che succederà a chi oggi è detenuto a causa di un provvedimento incostituzionale? "Tutto da verificare, volta per volta, caso per caso. Ora ogni detenuto dovrà chiedere al suo giudice che la custodia cautelare o la pena sia ricalcolata alla luce del ritorno in vigore della Iervolino-Vasalli - ci dice Patrizio Gonnella di Antigone, associazione che da anni si occupa delle persone detenute e che insieme ad altre realtà ha dato vita alla campagna Tre Leggi, in cui una riguardava proprio l'abolizione della Fini-Giovanardi - E' stato un inganno costituzionale sin dal primo momento: Giovanardi dovrebbe andare dall'allora presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi e scusarsi per avergli fatto firmare un decreto del genere".

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