Giovedì, 29 Luglio 2021
L'attentato / Avellino

Bomba al centro per l'impiego per protestare contro il lockdown: due arresti

I fatti risalgono al maggio del 2020, quando un ordigno venne fatto esplodere ad Avellino ''per finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine democratico''. Due persone sono finite in manette

L'entrata del Centro per l'Impiego di Avellino danneggiato dall'esplosione

Per protestare contro il lockdown imposto dal Governo per fronteggiare l'epidemia di coronavirus, nel maggio del 2020 avevano fatto esplodere un ordigno nel Centro per l'Impiego di Avellino. Un attentato per cui oggi, giovedì 8 luglio, i carabinieri del Ros e i militari del comando provinciale dell'Arma hanno arrestato due persone a cui la Procura Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo di Napoli contesta di aver fabbricato, portato in luogo pubblico e fatto esplodere, in concorso fra loro, per finalità di terrorismo e di eversione dell'ordine democratico, un ordigno artigianale di "importante potenziale esplosivo".

''La bomba - si legge nel comunicato - causava un significativo danneggiamento al portone blindato. L'indagine ha evidenziato come gli indagati fossero simpatizzanti dell'ampia ed eterogenea realtà nazionale avversa ai provvedimenti restrittivi adottati dal Governo per fronteggiare l'emergenza sanitaria da Covid-19''.

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L’evento delittuoso si colloca quindi in un periodo storico di forti tensioni sociali caratterizzate da proteste di piazza e iniziative di contestazione al potere statuale tanto a livello centrale quanto regionale. A conferma di ciò, è stato accertato che gli indagati avevano aderito all’iniziativa, ascrivibile all’epoca al contesto dei “movimenti spontanei popolari” ed avente dimensione nazionale, di querelare il Presidente del Consiglio dei Ministri pro tempre per i reati di “attentato contro la costituzione dello stato, abuso d’ufficio e violenza privata”, con riferimento all’adozione dei provvedimenti restrittivi in materia di emergenza pandemica.

Le investigazioni, particolarmente complesse e delicate, oltre ad evidenziare intenti “rivoluzionari” palesati dagli indagati nel corso di manifestazioni pubbliche organizzate nel territorio del Comune di Avellino, hanno dimostrato che gli stessi, nonostante alcune attività di perquisizione avessero disvelato l’esistenza dell’indagine, avevano pianificato un’ulteriore azione violenta, nei loro intenti ancora più pericolosa, che tuttavia non portavano a compimento. 

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