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Martedì, 23 Aprile 2024
Raid / Milano

Serie di bombe: l'ombra della violenza anarchica

A Roma sono cinque le auto a cui è stato dato fuoco nella sede della Telecom. A Milano colpite quelle della locale

Tornano le bombe. Nelle ultime ore ne sono esplose una raffica fra Milano e Roma, colpendo veicoli della polizia municipale nel capoluogo lombardo e mezzi della Tim (Telecom Italia mobile) nella Capitale. In entrambi i casi sono state trovate nei pressi degli incendi delle scritte contro il 41bis, il carcere a cui è sottoposto l’anarchico Alfredo Cospito.

A Roma sono cinque le auto a cui è stato dato fuoco nella sede della Telecom di via Val di Lanzo. Le autovetture, tutte “brandizzate” Tim, erano parcheggiate nel piazzale della sede. Tre distrutte dalle fiamme e due danneggiate. Sul posto la polizia. Su una cabina elettrica, sempre afferente alla sede Telecom, sono apparse scritte contro il 41bis. Chi indaga ha acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza per risalire ai responsabili del gesto.

A Milano incendiate le auto della polizia locale

A Milano due auto della polizia locale sono state incendiate nella notte tra domenica e lunedì 30 gennaio, probabilmente con una molotov. Le due auto erano parcheggiate vicine e l'oggetto incendiario ha colpito la prima e innescato il rogo, che poi ha parzialmente distrutto anche la seconda. Le lingue di fuoco sono state spente dai vigili del fuoco, che hanno escluso la pista di un incendio accidentale.

Lunedì gli agenti della scientifica e i vigili del fuoco hanno passato al setaccio l'area alla ricerca di materiale utile alle indagini. Qualche elemento utile potrebbe arrivare dalle telecamere a circuito chiuso del municipio che potrebbero aver ripreso l'esatto istante dell'attacco. Chi ha voluto distruggere le due automobili potrebbe essere entrato all'interno del perimetro del municipio attraverso il Parco della Resistenza (l'area è delimitata da un basso muro perimetrale) e successivamente avrebbe lanciato l'ordigno incendiario. Per il momento non c'è alcuna rivendicazione ma l'ipotesi investigativa più accreditata è quella della pista anarchica.

Gli attacchi anarchici per Alfredo Cospito

Episodi che riportano alla mente le proteste dei giorni scorsi per il caso Alfredo Cospito. Sabato 28 gennaio le sedi diplomatiche italiane a Berlino e Barcellona sono state oggetto di atti vandalici, poi a Torino un traliccio utilizzato come ponte ripetitore da diverse società è stato dato alle fiamme. Poche ore dopo a Roma ci sono stati scontri da anarchici e polizia con un agente ferito alla testa. Un gruppo si è staccato dalla manifestazione in solidarietà con Cospito e ha cercato di forzare il cordone di polizia. Ci sono stati lanci di bottiglie e fumogeni, una persona è stata fermata e altre 41 denunciate. Nella notte tra sabato e domenica una molotov è stata lanciata nel parcheggio del distretto di polizia Prenestino, sempre a Roma. Le fiamme sono state immediatamente spente e non ci sono stati danni alle auto né feriti.

Una busta contenente un proiettile è stata infine recapitata al direttore del Tirreno, Luciano Tancredi. A darne l'annuncio era stato lo stesso quotidiano livornese. La busta, indirizza personalmente al direttore, oltre al proiettile conteneva un foglio a quadretti con su scritto "Se Alfredo Cospito muore i giudici sono tutti obiettivi. Due mesi senza cibo. Fuoco alle galere". Il messaggio era inoltre firmato con una "A" maiuscola. Per ora il caso di Milano non è stato rivendicato ma il sospetto che ci sia la mano anarchica dietro all'incendio c'è.

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