Domenica, 18 Aprile 2021

"Borrelli tentò un golpe": il ricordo eretico di Filippo Facci

L'editorialista ricorda l'ex procuratore capo di Milano morto oggi definendolo innumerevoli spanne al di sopra del pool di Mani Pulite: "Saverio Borrelli si ritrovò a dover gestire giuristi dalla caratura 'campestre' come Antonio Di Pietro"

Francesco Greco, Francesco Saverio Borrelli, Gherardo Colombo e Ilda Bocassini durante una conferenza stampa del pool ''mani pulite '' in una foto d'archivio del 1995.

"È morto uno dei personaggi più particolari e grandiosi che il nostro paese abbia mai avuto. Una massima espressione della cultura e della signorilità giuridica e civile partenopea e probabilmente il più fine parlatore che io abbia avuto l'opportunità di ascoltare". Così all'Adnkronos Filippo Facci, editorialistia di Libero, che da cronista per l'Avanti prima e per il Giornale poi seguì da vicino la stagione di tangentopoli (e autore, tra l'altro, di un libro dal titolo ''Di Pietro. La storia vera''), ricorda il capo del pool Mani Pulite Francesco Saverio Borrelli, che, dice nel suo stile un po' eretico, "tentò un golpe e non gli riuscì, meglio lui di un altro".

"Il suo lignaggio - racconta Facci ricordando la lunga conoscenza con Borrelli - lo elevava di innumerevoli spanne al di sopra del cosiddetto pool Mani Pulite, che ebbe occasione di comandare con modus inevitabilmente dittatoriale, spesso trasformando in genialità del male l'elasticità molto italiana della nostra giurisprudenza e invadendo clamorosamente la sfera della politica, come lui stesso ebbe ad ammettere a bocce ferme".

"Si ritrovò a dover gestire suo malgrado anche giuristi dalla caratura 'campestre' come Antonio Di Pietro e a cercare di far sì che non dilapidassero la fiducia nella magistratura che gli italiani avevano maturato. Non ebbe mai pietà degli stessi italiani, dei quali disse che lasciarono tramontare la stagione di Mani Pulite quando, nel tardo 1994, si accorsero che la corruzione non era confinata solo ai piani alti ma investiva in proporzioni anche peggiori la cosidetta società civile. 'La gente, quando applaude, applaude se stessa', disse riferendosi ai momenti in cui il pool era in auge".

Secondo Facci, Borrelli "è l'unico personaggio con la 'p' maiuscola che vada veramente salvato tra gli improvvisati rivoluzionari del pool di mani pulite, anche se la sua visione densa di romanticismo talvolta sfociò palesemente in autoritari deliri di onnipotenza".

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