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Venerdì, 3 Dicembre 2021
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Nel Lazio centinaia di "studenti ricchi" con borsa di studio

340 i casi irregolari, dall'inizio dei controlli. Adesso rischiano di risarcire e una denuncia. Il rettore della Sapienza: "Guerra totale all'evasione"

Sui 546 controlli effettuati dalla Guardia di Finanza, sono 340 i casi irregolari di assegnazione di borse di studio nel Lazio. L'indagine riguarda i tre atenei romani, Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre. Quasi il 62% di false dichiarazioni sulle autocertificazioni presentate dagli studenti per l'assegnazione di contributi regionali solo nel 2013.

Casi sorprendenti, come quello della studentessa di Roma Tre con il padre proprietario di una Ferrari e un reddito dichiarato di 19 mila euro l'anno. Un'altra aveva omesso di avere un reddito di oltre 70 mila euro all'anno. Infine una studentessa di Tor Vergata dichiarava 14.313 euro ma la sua disponibilità era di oltre 600 mila euro. Casi di fruizione indebita dei benefici pubblici ai danni della regione Lazio e degli atenei romani, per cui gli studenti adesso rischiano la richiesta di risarcimento per danno erariale e denunce per falsa autocertificazione e truffa. Nei casi in cui la regione avesse erogato le borse, le famiglie che le hanno ricevute dovranno restituirle.

I controlli sono scattati dopo la firma di un protocollo tra le tre università e la regione, presentato dal governatore Nicola Zingaretti, dal suo vice Massimiliano Smeriglio, dal comandante provinciale della Guardia di Finanza di Roma, Ivano Maccani, dal comandante regionale della Guardia di Finanza, Carmine Lopez, e dal rettore de La Sapienza, Luigi Frati.

L'83,7% dei 196 mila studenti iscritti ha presentato la dichiarazione Isee: il 16% è stato inserito nelle prime tre fasce (quelle di minor reddito) dell'Università La Sapienza, il 27% è stato collocato nelle prime tre fasce delle Università Tor Vergata e Roma Tre. Le richieste di sovvenzioni erano per borse di studio, posti letto o contributi integrativi, come quelli per la mensa.

Ma il protocollo a quattro mani tra regione e università non si ferma ai controlli: negli atenei arrivano i 'camper della legalità', dove gli studenti potranno denunciare alla Guardia di Finanza e all'Agenzia delle entrate gli affitti in nero e stipulare sul momento contratti regolari. "Abbiamo fatto la guerra totale all'evasione fiscale e per questo abbiamo mantenuto le tasse invariate - ha detto il rettore Frati- Le multe sono salate e non faremo mai il condono, perché in questo modo si apre la porta all'illegalità".

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