Domenica, 9 Maggio 2021

Bossetti in carcere, il grido di dolore: "Ancora non credo all'ergastolo"

Il muratore di Mapello si trova nel carcere di Bergamo: "Quello che mi ha sconvolto è l’aggiunta all’ergastolo della perdita della patria potestà genitoriale. Una mazzata"

"Speravo di essere capito per la replica del test del Dna, ora sono sconvolto". Dopo la condanna in primo grado all'ergastolo per l'omicidio di Yara Gambirasio, Massimo Bossetti è rinchiuso in una cella della sezione "protetti" del carcere di Bergamo.

Bossetti divide la cella con un detenuto pugliese, scrive il Giorno: "Occupa la parte superiore del letto a castello, ha una tv e il bagno". Poche ore fa, un politico lombardo è andato a fargli visita. "Mi piace leggere la cronaca sul giornale - ha raccontato al visitatore - Poca televisione. Ricevo tante lettere di amici, anche di persone che non conosco e mi scrivono. Rispondo".

Dallo scorso venerdì non si dà pace: "Ancora non credo alla condanna - ha confessato il muratore di Mapello - Non ho commesso nulla". Bossetti ha ribadito la sua innocenza anche nell'ultima occasione avuta in aula prima che la Corte si ritirasse in camera di consiglio per deliberare dieci ore dopo la sua condanna. "Speravo di essere capito per la replica del Dna. Anche se comprendo l'accanimento nei miei confronti con tutto il clamore mediatico e i soldi spesi nelle indagini".

Gli resta poi un pensiero fisso che riporta al politico lombardo in visita: "Quelli che mi ha sconvolto è l'aggiunta all'ergastolo della perdita della patria potestà genitoriale. Una mazzata". La perdita della famiglia, "che mi è vicina", ha ripetuto Bossetti, è il pensiero peggiore che lo tormenta dallo scorso venerdì e a poco è servita la rassicurazione degli avvocati sul fatto che sarà esecutiva solo se l'ergastolo diventerà definitivo. 

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