Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

Bossetti, la difesa perde pezzi: i consulenti informatici lasciano l'incarico

Massimo Bossetti abbandonato dai consulenti informatici del suo pool difensivo a ridosso di un’udienza importantissima, in una fase cruciale del processo che lo vede imputato. Gli esperti confermano: ricerche a sfondo sessuale sul suo pc

Il team difensivo di Massimo Giuseppe Bossetti perde pezzi: l'unico imputato per l'omicidio di Yara Gambirasio, infatti, è stato abbandonato dai sui consulenti informatici. I periti nominati dalla difesa nel processo hanno deciso di rinunciare all’incarico.

A darne notizia è il programma tv "Quarto Grado". I consulenti informatici della difesa di Massimo Giuseppe Bossetti sarebbero dovuti arrivare in aula oggi, ma avrebbero avuto una discrepanza con la linea difensiva scelta dai legali di Bossetti e così hanno rinunciato all’incarico. “Non intendiamo rilasciare dichiarazioni, e precisiamo che non ci sono stati dissapori o diversità di vedute con la difesa di Bossetti”, ha detto Giuseppe Dezzani a L’Eco di Bergamo. Proprio oggi ì consulenti della difesa avrebbero dovuto deporre in aula nella Procura di Bergamo sui risultati delle analisi sui computer di Bossetti.

"RICERCHE SU TREDICENNI VERGINI" - Gli esperti informatici dei Ris e del Racis dei carabinieri, intanto, hanno confermato gli esiti dell'analisi dei dispositivi informatici di Massimo Bossetti, secondo cui dal computer del muratore di Mapello sono state effettuate ricerche a sfondo sessuale con le parole chiave "ragazzine con vagine rasate" e "ragazze vergini rosse". L'unica data che è stato possibile accertare per tali ricerche è quella del 29 maggio 2014, quindi dopo il ritrovamento del cadavere di Yara Gambirasio. Sul personal computer analizzato del tenente Giuseppe Specchio e dal maresciallo Rudi D'Aguanno, entrambi specializzati in "digital forensics", è stata trovata una "copiosa quantità di materiale pornografico". I carabinieri hanno anche accertato che il computer portatile di Bossetti è stato acceso il 26 novembre 2010, giorno della sparizione di Yara Gambirasio, senza che questa accensione possa però "essere condotta ad attività dell'utente".
 

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