Giovedì, 13 Maggio 2021
Il dossier "ombre rosse" / Francia

Brigate rosse, sette ex membri arrestati in Francia: tre sono in fuga

I dieci brigatisti, individuati sul territorio francese, sono tutti accusati di atti di terrorismo risalenti al  periodo tra gli anni '60 e '70: ecco chi sono

Foto di repertorio Ansa

La polizia francese, su richiesta dell'Italia, ha arrestato sette ex membri delle Brigate Rosse. In una gigantesca operazione internazionale, che ha coinvolto la polizia italiana e l'antiterrorismo francese, sono stati individuati e catturati 7 ex brigatisti italiani che risiedevano in Francia. L'operazione annunciata dall'Eliseo, tutt'ora in corso, è finalizzata all'estradizione in Italia dei fermati, che entro 48 ore compariranno di fronte alla procura generale della Corte d'appello di Parigi, prima che un giudice stabilisca le misure cautelari (la conferma dell'arresto o il rilascio condizionale) che rimarranno in vigore fino a che non sarà completato l'esame della richiesta di estradizione.

Ex Brigate Rosse arrestate in Francia: tre ancora in fuga

All'appello mancherebbero tre brigatisti che si sarebbero dati alla fuga poco prima di essere individuati. L'operazione dell'antiterrorismo della Polizia di Stato è avvenuta in collaborazione con il servizio di cooperazione internazionale Scip e all'esperto per la sicurezza della polizia italiana in Francia. I dieci brigatisti finiti nel mirino delle autorità internazionali sono tutti accusati di atti di terrorismo risalenti agli anni Settanta e Ottanta.

Chi sono i brigatisti arrestati in Francia

Gli ex membri delle Brigate Rosse arrestati oggi sul territorio francese sono Giorgio Pietrostefani (di Lotta continua), Enzo Calvitti, Giovanni Alimonti, Roberta Cappelli, Marina Petrella e Sergio Tornaghi, tutti ex brigatisti, e Narciso Manenti dei Nuclei Armati contro il Potere territoriale. In fuga invece risultano Luigi Bergamin, Maurizio Di Marzio e Raffaele Ventura.

Il dossier "ombre rosse"

Era chiamato 'ombre rosse' il dossier in Francia relativo all'arresto dei terroristi italiani latitanti in Francia arrestati dalla polizia questa mattina ai fini della estradizione. Si tratta di Giovanni Alimonti appartenente alle ''Brigate Rosse'', deve scontare una pena di 11 anni, 6 mesi e 9 giorni; Enzo Calvitti, anche lui appartenente alle ''Brigate Rosse'', deve scontare 18 anni, 7 mesi e 25 giorni; gli ergastolani Roberta Cappelli, Marina Petrella e Sergio Tornaghi tutti appartenenti alle Brigate Rosse. Con loro anche Giorgio Pietrostefani, di ''Lotta Continua'', deve scontare una pena di 14 anni, 2 mesi e 11 giorni; Narciso Manenti, dei Nuclei Armati Contropotere Territoriale, condannato all'ergastolo.

L'accordo tra Italia e Francia su chi arrestare

Le autorità italiane avevano in un primo momento chiesto alla Francia l'estradizione di 200 persone, ma un importante lavoro preparatorio bilaterali a portato a selezionare solo i reati più gravi e le dieci richieste trasmesse alla Corte d'appello di Parigi rientrano strettamente nel quadro della cosiddetta "dottrina Mitterrand" (che nel 1985 si era impegnato a parole a non concedere l'estradizione ai ricercati italiani accusati di reati di terrorismo a eccezione di coloro che erano accusati di reati di sangue, ndr), precisano all'Eliseo. Le dieci persone oggetto dell'operazione di questa mattina sono coinvolte in reati di sangue.

Macron: "Anche la Francia è stata toccata dal terrorismo"

L'Eliseo ha commentato l'operazione antiterrorismo attraverso un comunicato: "Il Presidente Emmanuel Macron ha voluto risolvere la questione, come chiedeva l'Italia da anni. Anche la Francia, che è stata toccata dal terrorismo, comprende il bisogno assoluto di giustizia delle vittime. Che si iscrive ugualmente nell'imperiosa necessità della costruzione d una Europa della giustizia incentrata sulla fiducia reciproca".

"Arrestati hanno commesso crimini di sangue"

I brigatisti per i quali è stato chiesto l'arresto sono tutte persone "che hanno commesso dei crimine di sangue". Così il ministro dell'Interno, Gerald Darmanin, ha risposto oggi ad una domanda di France Inter riguardo all'arresto, avvenuto, dei sette latitanti italiani, mentre altri tre del gruppo dei 10 sono sfuggiti all'arresto. Alla domanda se saranno estradati, il ministro ha risposto: "deciderà la magistratura".

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