Giovedì, 13 Maggio 2021
Accusati di crimini di sangue

Chi sono i brigatisti arrestati in Francia

Dalla talpa di Montecitorio Alimonti ai condannati all'ergastolo Cappelli, Petrella e Tornaghi: gli ex membri delle Brigate Rosse catturati a Parigi, tutti accomunati da una lunga scia di sangue

Marina Petrella, Enzo Calvitti e Roberta Cappelli (Foto Ansa)

"Hanno commesso tutti dei crimine di sangue": in questo modo Gerald Darmanin, ministro dell'Interno francese, ha ''presentato'' l'arresto dei sette ex membri delle Brigate Rosse avvenuto a Parigi. Un'operazione che ha coinvolto la polizia italiana e l'antiterrorismo francese, in cui erano coinvolti 10 nomi ''caldi'', dalla talpa di Montecitorio, Giovanni Alimonti, a Giorgio Pietrostefani, di ''Lotta Continua'', vediamo chi sono i brigatisti arrestati.

Chi sono i brigatisti arrestati

Secondo quanto comunicato dall'Eliseo, le sette persone arrestate oggi sul territorio francese sono:  Giorgio Pietrostefani (di Lotta continua), Enzo Calvitti, Giovanni Alimonti, Roberta Cappelli, Marina Petrella e Sergio Tornaghi, tutti ex brigatisti, e Narciso Manenti dei Nuclei Armati contro il Potere territoriale. Gli altri tre nomi sulla lista, ancora in fuga, sono invece Luigi Bergamin, Maurizio Di Marzio e Raffaele Ventura.

Nel dossier denominato ''ombre rosse'' sono contenuti i profili degli ex Br arrestati, sulle cui teste pendono condanne elevatissime. Giovanni Alimonti appartenente alle ''Brigate Rosse'', deve scontare una pena di 11 anni, 6 mesi e 9 giorni; Enzo Calvitti, anche lui appartenente alle ''Brigate Rosse'', deve scontare 18 anni, 7 mesi e 25 giorni; gli ergastolani Roberta Cappelli, Marina Petrella e Sergio Tornaghi tutti appartenenti alle Brigate Rosse. Con loro anche Giorgio Pietrostefani, di ''Lotta Continua'', deve scontare una pena di 14 anni, 2 mesi e 11 giorni; Narciso Manenti, dei Nuclei Armati Contropotere Territoriale, condannato all'ergastolo.

Giovanni Alimonti, la talpa di Montecitorio

Tra gli ex brigatisti arrestati in Francia c'è Giovanni Alimonti, condannato a 11 anni, 6 mesi e 9 giorni, Alimonti deve espiare anche la misura di sicurezza della libertà vigilata per anni 4 per banda armata, associazione con finalità di terrorismo, concorso in violenza privata aggravata, concorso in falso in atti pubblici ed altri reati in quanto colpito da ordine di esecuzione pena emesso 13.3.2008 dalla procura generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Roma. Tra i vari delitti per cui risulta condannato figura anche il tentato omicidio del vice Dirigente della Digos di Roma, Nicola Simone (avvenuto a Roma il 6 gennaio del 1982), nel corso del quale lo stesso terrorista è rimasto ferito, colpito da Simone, all'avambraccio destro. Alimonti, la cosiddetta talpa delle Br della Camera (faceva il centralinista a Montecitorio), è l'ex leader delle Br-Pcc, condannato a 22 anni anche nel processo Moro ter. L'ex Br risulta inserito il 27 febbraio del 2013 in SIS II, il mandato di cattura europeo con scadenza l'8 gennaio del 2022.

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Calvitti, Cappelli, Tornaghi e gli altri ex Br

Enzo Calvitti deve scontare una pena di  18 anni e 7 mesi per tentato omicidio. Marina Petrella è invece è stata condannata all'ergastolo per l'omicidio di un agente di polizia, per tentato sequestro e tentato omicidio, sequestro di un magistrato, per rapina a mano armata e vari attentati. Stessa pena che spetta a Roberta Cappelli, componente insieme all'ex marito Enrico Villimburgo della colonna romana delle Br, condannata per diversi omicidi. Un altro condannato all'ergastolo in Italia è Sergio Tornaghi, uno degli esponenti di spicco della colonna Walter Alasia delle Brigate rosse: è stato giudicato colpevole di banda armata concorso negli omicidi del direttore del Policlinico di Milano Luigi Marangoni e del maresciallo Di Cataldo.

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(Giorgio Pietrostefani, Marina Petrella, Enzo Calvitti, Roberta Cappelli, Sergio Tornaghi - Foto Ansa)

Marina Petrella, condannata all'ergastolo per omicidio

Ergastolo con isolamento diurno per 6 mesi per omicidio, in quanto colpita da ordine di esecuzione pena emesso il 28 novembre del 2000 dalla procura generale di Appello di Roma. In particolare Petrella, nome di battaglia "Virginia", è stata condannata per l'omicidio del Generale dei carabinieri Enrico Galvaligi (avvenuto a Roma il 31 dicembre del 1980), per il sequestro del Giudice Giovanni D'urso (sempre a Roma il 12 dicembre dello stesso anno), l'attentato al vicequestore Nicola Simone (ancora a Roma il 6 gennaio del 1982), il sequestro dell'assessore regionale campano della Dc Ciro Cirillo (avvenuto a Torre del Greco il 27 aprile del 1981) e l'uccisione dei due operatori di scorta. Dal 27 febbraio del 2013 risulta inserita in Sis II, il mandato di cattura europeo con scadenza l'8 gennaio del 2022. Nel 2008 l'allora presidente francese Nicolas Sarkozy fermò la sua estradizione in Italia per "ragioni umanitarie" (in quel momento era ricoverata in gravi condizioni fisiche e psichiche).

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Sergio Tornaghi, condannato per il delitto Briano

L'ex brigatista Sergio Tornaghi  deve scontare l'ergastolo per partecipazione a banda armata, propaganda ed apologia sovversiva, nonché pubblica istigazione, attentato per finalità di terrorismo e di eversione, detenzione e porto illegale di armi e violenza privata, in quanto colpito da ordine di carcerazione emesso il 13 agosto del 1987 dalla procura generale di Milano. Tra i reati per i quali è stato condannato c'è anche l'omicidio del Direttore Generale della "Ercole Marelli" Renato Briano (avvenuto il 12 novembre del 1980). La primula rossa Tornaghi, oggi 62enne, ex esponente della colonna milanese "Walter Alasia" delle Br, è stato condannato all'ergastolo anche per l'omicidio del maresciallo Francesco di Cataldo. Dal 25 settembre del 1996 risulta inserito in Sis II, il mandato di cattura europeo con scadenza il 5 maggio 2023.

Pietrostefani e Manenti, gli ''extra'' Br

La lista si completa con Narciso Manenti, membro dei Nuclei armati per il contropotere territoriale, condannato invece all'ergastolo per l'omicidio del carabiniere Giuseppe Gurrieri avvenuto nel marzo del '79, e Giorgio Pietrostefani, ex militante di Lotta continua, condannato a 14 anni, 2 mesi e 11 giorni di reclusione per l'omicidio del Commissario Luigi Calabresi, avvenuto a Milano il 17 maggio del 1972 (con lui furono condannati Adriano Sofri e Ovidio Bompressi). Dal 26 gennaio del 2000 Pietrostefani (che per l'omicidio Calabresi è stato condannato in via definitiva a 22 anni di carcere) risulta inserito in Sis II, il mandato di cattura europeo con scadenza il 9 settembre del 2023.

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