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Domenica, 16 Giugno 2024
BRINDISI

Bomba a Brindisi: c'è un video con il sospetto attentatore

Le rivelazioni degli investigatori: le immagini di una videocamera di sorveglianza riprenderebbero il presunto attentatore. Sentite due persone in Questura

BRINDISI - Possibili colpi di scena dalle indagini per il vile attentato di ieri alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi. Due persone sono state portate nella Questura di Brindisi e risultano sotto interrogatorio in relazione alla bomba esplosa davanti alla scuola, che ha causato la morte di una ragazza di 16 anni e il ferimento di altre cinque studentesse. E' quanto si legge sulla pagina Facebook di Brindisireport.it, il sito locale che sta emergendo come una delle principali fonti di informazione sull'attentato. "La pista imboccata dalla polizia - si legge in un post di 5 ore fa - è quella dell’azione terroristica". Le persone sotto interrogatorio sono "soggetti identificati attraverso le registrazioni di una videocamera di sorveglianza, dei quali si sta approfondendo la posizione". Secondo Brindisireport, in un caso si tratta di un ex militare di professione, con conoscenze di elettronica e parenti con rivendita di bombole di Gpl per uso domestico. La videocamera ha effettuato la registrazione nel cuore della notte tra venerdì e sabato. La polizia ha effettuato contestualmente all’accompagnamento in questura dei due sospettati estese perquisizioni nei loro domicili e relative pertinenze.

IL PROCURATORE: "PROBABILE GESTO INDIVIDUALE" (GUARDA IL VIDEO)

IL PROCURATORE - "Abbiamo delle buone immagini. Non ce le hanno regalate ce le siamo andate a cercare. Immagini che possiamo ricollegare con quasi certezza all'attentato". Lo dice all'ANSA il procuratore della Repubblica a Brindisi, Marco Dinapoli, a proposito di filmati riguardanti l'attentato fatto ieri alla scuola brindisina. Il procuratore per le 11 ha convocato una conferenza stampa in procura per fare il punto sulle indagini. Di filmati che sarebbero potuti essere utili per le indagini si era appreso ieri quando gli investigatori avevano acquisito tutte le immagini registrate dalle telecamere nei pressi della scuola. In particolare, gli investigatori - dopo aver guardato centinaia di immagini - avrebbero trovato elementi di interesse nei filmati di una videocamera posta nei pressi di un esercizio commerciale non troppo distante dal punto in cui è scoppiato l'ordigno. Di Napoli ha confermato che da ieri è stata condotta una intensa attività investigativa che ha compreso l'interrogatorio di diverse persone e perquisizioni e controlli in vari luoghi della città e della provincia di Brindisi.

"Non si è trattato di un attentato improvvisato e per trovare la verità il luogo da tenere in considerazione è Mesagne". Lo afferma, intervistato dal Mattino, l'ex sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano, ricordando come "è lì che trent'anni fa è nata la Sacra Corona Unita", e sempre lì "pochi giorni fa sono stati arrestati 25 appartenenti alla Scu e due settimane fa è stata fatta saltare in aria l'auto del presidente dell'associazione antiracket". In più "la ragazza morta e quella ferita più gravemente vengono proprio da Mesagne". Intervistato anche da Libero, Mantovano sottolinea di aver avvisato il ministro Cancellieri del fatto che la Puglia fosse a rischio, segnalando, lo scorso 8 maggio insieme a una delegazione di esponenti politici brindisini, "una serie di fatti preoccupanti riconducibili alla criminalità organizzata locale". Pur condividendo l'invito alla cautela, per l'ex sottosegretario ci sono però "fatti che parlano da soli", dal nome della scuola alla vicinanza con l'anniversario di Capaci, all'escalation di violenza di Mesagne. E poi c'è "il ritorno in libertà, per fine pena, di tanti boss condannati un quarto di secolo fa: nella maggior parte dei casi chi è stato mafioso ricomincia a fare il mafioso e accanto a loro prosperano nuove leve". In più ci sono collaboratori di giustizia che in passato hanno contribuito a smantellare la Sacra corona unita, che "stanno spuntando fuori anche adesso nel corso della seconda versione dell'organizzazione. E se fosse questa una delle spiegazioni all'origine dell'attentato?». "Non si può escludere" insomma, secondo Mantovano, l'ipotesi di una 'punizione' perché qualcuno ha parlato.
 

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