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Sabato, 15 Giugno 2024
L'appello / Carbonia-Iglesias

L'uomo che vive da 17 anni con mani legate, casco sulla testa e griglia sul viso: "Troviamo una soluzione"

Bruno è affetto da picacismo, disturbo mentale che lo spinge a ingerire qualsiasi cosa si trovi davanti. Ma in molti chiedono di cambiare un piano terapeutico che assomiglia a una tortura

La sua storia sembra uscire da un romanzo ottocentesco, ma purtroppo la sua vita non è una fiction e le sofferenze sono atroci.  Affetto da picacismo, disturbo mentale che lo spinge a ingerire qualsiasi cosa si trovi davanti, anche non commestibili, Bruno vive da oltre 17 anni vive con le mani legate e con un casco sulla testa. Non solo: l'uomo ha anche una griglia sul viso per impedirgli di raggiungere la bocca, che ricorda quella del cannibale Hannibal Lecter nel film 'Il Silenzio degli innocenti'.

Bruno è ospite di una struttura dell'Aias a Cortoghiana, a Carbonia, nel Sud Sardegna. Il suo caso era già stato sollevato nell'aprile 2023 dalla Garante regionale per i diritti delle persone private della libertà personale, Irene Testa. Ora per Bruno è stato lanciato un nuovo appello. L'obiettivo? Che gli venga assegnata un'assistenza continua che consenta di non tenerlo legato.

Una vera e propria battaglia di civiltà sulla quale è intervenuta anche la presidente della Regione, Alessandra Todde. "Presto ci incontreremo con Irene Testa. Sono sicura che, insieme, troveremo il percorso più idoneo per Bruno e per tutti i malati che vivono condizioni analoghe. Non staremo inerti, sono disponibile a confrontarci nuovamente anche tra qualche settimana per capire che cosa abbiamo fatto" ha dichiarato la presidente della Regione Sardegna alla trasmissione  'L'Attimo Fuggente' condotto da Luca Telese e Giuliano Guida Bardi sulla FM di Giornale Radio. 

"Va cambiato il suo piano 'terapeutico'", aveva chiesto Testa un anno fa, dopo una visita a Bruno. "Non posso accettare che una persona malata venga sottoposta a un trattamento che appare più vicino al concetto di tortura che a quello di cura". Sempre un anno fa il caso era stato segnalato dalla presidente dell'Unasam, Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale, Gisella Trincas. Per ora restano solo parole nell'attesa che la vita di Bruno cambi realmente. 

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