Martedì, 15 Giugno 2021
Mafia capitale

Mafia Capitale, parla Buzzi: "Soldi a tutti i politici pur di lavorare"

Il ras delle cooperative risparmia Alemanno ("non sapeva delle tangenti") e accusa duramente il governatore del Lazio Zingaretti. E sul Campidoglio: "Con Alemanno comandavano gli assessori. Con Marino, i dirigenti dei dipartimenti"

"Soldi a tutti i politici, pur di lavorare". Parola di Salvatore Buzzi. Il signore delle cooperative, figura-chiave della maxinchiesta della procura di Roma su Mafia Capitale, interrogato dal Procuratore aggiunto Michele Prestipino e del sostituto Paolo Ielo, parla di "tangenti su metà del valore delle gare". 

E’ stato lo stesso Buzzi, riporta Repubblica, a chiedere di essere sentito dagli inquirenti:  da "dominus" del sistema, come lo ritiene l'accusa, vuole dimostrare di essere un imprenditore costretto a pagare pur di lavorare.

Nelle dodici ore di interrogatorio del 23 e 24 giugno il ras del coop tira in ballo tutti, anche se in molti casi le sue affermazioni sono basate sul "sentito dire" piuttosto che su elementi circostanziati. E su tutti Buzzi accusa con particolare veemenza il governatore del Lazio Nicola Zingaretti e risparmia invece Alemanno che "non sapeva della tangenti". 

Buzzi, scrive sempre Repubblica, riferisce in particolare di una gara d’appalto da un miliardo di euro per il centro unico di prenotazioni ospedaliere, di cui Buzzi vincerà un lotto (la gara sarà poi annullata). Per quella gara "hanno preso soldi", sostiene Buzzi, che fa il nome di Peppe Cionci, uomo dell’entourage del governatore. "Gravita intorno a Zingaretti, è il suo uomo, tiene le sue cose economiche. E' l'uomo dei soldi".

Il re delle coop sposta poi la sua attenzione sul consiglio comunale di Roma Capitale. Con la giunta Marino, sostiene, erano cambiate le regole ma il sistema corruttivo era rimasto intatto:  "Con Alemanno  comandavano gli assessori. Con Marino, i dirigenti dei dipartimenti".

A farla da padrone erano i due capi-bastone del Pd, l'allora presidente dell'Assemblea Mirko Coratti e l'allora capogruppo Francesco D'Ausilio.

Zingaretti ha già annunciato che querelerà Buzzi: "Non esiste e non può esistere nessuno, come pure sembrerebbe essere stato dichiarato, che chiede soldi per me.Fa affermazioni confuse riportate per sentito dire, con l'obiettivo di apparire come vittima di un sistema corrotto. E' la macchina del fango".

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