Caccia al serial killer evaso: "Attenzione, viaggia su una Panda verde"

Ancora nessuna notizia di Bartolomeo Gagliano, accusato di tre omicidi, evaso ieri dal carcere di Genova dopo un permesso. Il direttore del penitenziario: "Per noi è un rapinatore, non sapevamo dei delitti"

GENOVA - "E' un fatto gravissimo e faremo chiarezza", dice il ministro Cancellieri sul caso di Bartolomeo Gagliano, il 55enne evaso a Genova ieri durante un permesso premio. Di lui, però, ancora nessuna notizia. E cresce la paura.

Diverse le segnalazioni giunte a carabinieri e polizia e i controlli fatti dalle forze dell'ordine, per ora senza esito. Una persona simile nei connotati a Gagliano è stata segnalata nella notte al Pronto soccorso dell'ospedale di Lavagna. Ma secondo i primi riscontri non si tratterebbe dell'uomo. Ad avvertire i militari, alcuni medici che hanno detto di aver riconosciuto in quell'uomo il serial killer dopo averne visto le foto su internet e in tv. Secondo il racconto fatto ai carabinieri dal personale del pronto soccorso, dopo essersi sentito osservato, l'uomo si sarebbe allontanato e avrebbe fatto perdere le tracce. All'ospedale di Lavagna i carabinieri del Nucleo investigativo hanno visionato, insieme ad agenti della polizia penitenziaria, le immagini delle telecamere a circuito chiuso. Dai primi riscontri somatici non si tratterebbe però di Gagliano.

"Guardate che con me quello là è stato un signore, si è comportato bene". Lo ha detto Maurizio Revelli, il panettiere sequestrato da Bartolomeo Gagliano per farsi portare da Savona a Genova. "La polizia - racconta il panettiere - mi ha mostrato diverse foto, ma io non l'ho proprio riconosciuto. L'ho saputo dopo che si trattava di Gagliano. Ma devo proprio dare atto che con me si è comportato bene e durante il viaggio la pistola se l'è sempre tenuta in tasca".

Bartolomeo Gagliano "quando era dentro difendeva gli agenti di polizia penitenziaria dagli altri detenuti". Lo si apprende da fonti interne all'Istituto di pena. Gagliano, detenuto nella VI sezione al secondo piano del carcere di Marassi "socializzava con tutti, giocava a carte con gli altri detenuti e frequentava l'ora d'aria ma non sempre aveva buoni rapporti con tutti. Difendeva gli agenti della Penitenziaria, questo sì, dai detenuti". A Gagliano era stato offerto un lavoro in carcere "nella panetteria interna" ma l'offerta era stata poi annullata "perché si era dimostrato instabile". (da GenovaToday)

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